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MERCOLEDÌ 12 AGOSTO 2026 - INTERVISTE

OLIVERA: "DUE SCUDETTI E UNA SUPERCOPPA, CHE EMOZIONE! POSSO GIOCARE CENTRALE. SU ALLEGRI..."


Le parole del difensore uruguaiano a Kiss Kiss Napoli


 
     
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A cura di: Redazione
Fonte: kisskissnapoli.it

Ecco le parole di Mathias Olivera, intervistato da Carlo Alvino, per Kiss Kiss Napoli:

Hai avuto modo di conoscere da vicino mister Allegri. Mi fai un bilancio della tua prima conoscenza con il mister? Cosa vi chiede? Che cambiamenti hai notato tra Conte e Allegri?Bene, bene. Abbiamo trovato un grande allenatore, con una grande esperienza, e impariamo tutti i giorni. È vero che sono arrivato nel secondo ritiro e ancora sto facendo allenamento, cercando di capire che cosa vuole lui”.

Se dovessimo chiederti di giocare centrale, te la sentiresti? È il tuo ruolo o dovresti adattarti?Certo, se la squadra ha bisogno di giocare lì, gioco lì. La mia posizione dipende ovviamente da quello di cui ha bisogno la squadra. Io sono sempre lì con il compagno, cercando di aiutare”.

Quella famosa garra charrúa riesci a metterla in campo sempre e comunque, da uruguaiano?Certo, abbiamo nel sangue quel tipo di garra, ma ovviamente dipende. In qualche partita non si può vedere o non esce, ma cerco sempre di sudare la maglia. Come ho fatto fin dall’inizio del mio quinto anno: sono tanti anni e il tempo vola. Ho sempre cercato di sudare la maglia e di dare tutto per il Napoli, perché sono sempre grato per il trattamento che ho ricevuto, per i tifosi, per la città e per il club”.

Il Mati Olivera bambino, che giocava a calcio in Uruguay, sognava di diventare un terzino sinistro come chi? Qual è stato il tuo esempio?Il lavoro, l’umiltà e il sacrificio hanno fatto tutto per permettermi di essere oggi qui e di vincere due scudetti e una Supercoppa: una cosa che sognavo da piccolo come calciatore. Ho avuto la fortuna di vincere e di essere ancora qui”.

C’era un modello a cui ti ispiravi? C’era un calciatore che ti piaceva da bambino?Sì, ho sempre guardato Martín Cáceres. È stato un calciatore che mi è piaciuto molto, ma ce ne sono tanti”.

Qual è la dote principale che deve avere oggi un difensore come te, in un campionato difficile e tattico come la Serie A?Oggi mi sembra che un calciatore debba avere tutto per stare al livello che c’è oggi. Si tratta sempre di lavorare per migliorare tutto quello che manca e cerco di farlo tutti i giorni”.

Cinque anni a Napoli, due scudetti, una Supercoppa, tre allenatori bravissimi come Spalletti, Conte e Allegri. Ma c’è un avversario che ti ha messo più degli altri in difficoltà, magari in Champions o in campionato?Sono tante le squadre. In questi ultimi anni la Serie A ha avuto diversi campioni ed è stata caratterizzata da tante squadre che lottano per lo scudetto. Ma soprattutto, in questi ultimi anni, l’Inter. Siamo stati bene quando abbiamo giocato contro di loro, ma è una delle squadre più forti”.

Hai detto una cosa bellissima: sono cinque anni in maglia azzurra e sono tanti, perché neanche tu te l’aspettavi. Quando hai firmato con il Napoli, immaginavi di avere una carriera così lunga e vincente con la maglia azzurra?Sì, è incredibile. Quando sono arrivato, non avrei mai immaginato di vivere tutto ciò che abbiamo vinto, insieme ai compagni e alla squadra. È incredibile: abbiamo fatto grandissime cose e vogliamo continuare così”.

Napoli è quella che raccontano gli altri o Napoli è quella che puoi raccontare tu ai tuoi amici e ai tuoi parenti?Napoli mi ha dimostrato tanto. La città è un mondo a parte, soprattutto per come si vive il calcio. Sono molto felice. Anche la mia famiglia e i miei amici, quando vengono qua, si sentono come in Uruguay. Sono felice di essere qui”.

Come si fa a gestire la pressione di una città che vive di calcio 24 ore su 24, 365 giorni all’anno?Sono un po’ abituato, ma dobbiamo capire i tifosi. Noi capiamo veramente quello che sentono loro, perché quando eravamo piccoli stavamo dall’altra parte della tribuna e lo capiamo”.

Siamo in chiusura, il ritiro volge al termine. C’è ancora Napoli-Aris di Salonicco. Lo stadio di Castel di Sangro è tutto esaurito, il tuo appello ai tifosi?Ci sono a ogni allenamento qui a Castel di Sangro ed è veramente bellissimo. Domani chiudiamo il ritiro con questa partita e speriamo che tutti possano vederla”.

Il tuo obiettivo personale coincide con quello del Napoli? “Se alla squadra va bene, sicuramente va bene anche a me. Lotteremo fino alla fine, partita dopo partita, e vediamo dove arriviamo”.

C’è un proverbio in Italia che dice che non c’è due senza tre. Non so se esiste anche in Uruguay. Il tuo “non c’è due senza tre” è legato ai due scudetti.Sì, si dice questa frase anche da noi. Speriamo, come abbiamo fatto l’anno scorso e negli anni in cui abbiamo vinto gli scudetti, di andare avanti partita dopo partita, senza fretta, e di vedere dove possiamo arrivare”.