A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Nel corso del suo intervento ai microfoni di Radio
Punto Nuovo, il consigliere comunale Nino Simeone ha fatto
il punto sulla riqualificazione dello stadio Diego Armando Maradona,
soffermandosi anche sulle prospettive legate agli Europei e sul futuro
dell’impianto. «Non ho mai escluso la possibilità che il Maradona possa
ospitare gli Europei. Abbiamo scelto la strada della riqualificazione, con un
investimento importante che costerà circa un decimo rispetto alla costruzione
di un nuovo stadio. La nostra fortuna è avere una struttura in cemento armato
solida, realizzata molto bene, che ci consente di intervenire senza
stravolgerne l’identità. Durante i lavori il Napoli continuerà a giocare al
Maradona e questa è una notizia molto importante. Ci saranno circa 63 mila
posti a disposizione, con un incremento significativo soprattutto nei settori
popolari. È un aspetto che mi rende particolarmente felice, perché permetterà a
un numero maggiore di tifosi di vivere lo stadio. L’obiettivo è quello di creare uno spazio aperto e vivo
durante tutto l’anno. Mi auguro che possa nascere anche il Museo Maradona,
insieme ad altre attività che rendano l’impianto un punto di riferimento
costante per la città. Le tempistiche? Una volta ottenuto il via
libera definitivo dalla UEFA, partiranno le procedure per i bandi
internazionali. L’auspicio è quello di iniziare i lavori nel 2027 e di
completarli entro il 2030. È fondamentale evitare ritardi, perché mantenere un
cantiere aperto in un’area come Fuorigrotta sarebbe molto complicato. Il nuovo stadio di De Laurentiis? Mi auguro che il
progetto possa andare avanti e che un giorno si possa arrivare anche a quella
soluzione. Nel frattempo, però, metteremo a disposizione della città e del
Napoli un impianto completamente rinnovato.
L’aumento della capienza rappresenta un segnale
importante. Mi auguro che questo possa contribuire anche a mantenere
accessibili i prezzi dei settori popolari. Lo stadio appartiene ai napoletani
ed è giusto che i tifosi possano continuare a viverlo con passione e
partecipazione».
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