A cura di: Redazione
Fonte: Radio Punto Nuovo
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”,
è intervenuto Franco Colomba, allenatore. «Napoli-Bologna sarà anche una sfida tra due allenatori
molto diversi per filosofia e percorso. Vincenzo Italiano è uno che prova
sempre a imporre il proprio gioco, a dare un’identità offensiva e propositiva
alle sue squadre fin dall’inizio. Conte invece è un allenatore che parte molto
dall’equilibrio e dalla solidità, sfruttando anche gli errori dell’avversario e
adattandosi alle situazioni della partita. Sono due scuole differenti. Conte porta dentro il campo
il carattere che aveva da calciatore: intensità, organizzazione e mentalità
vincente. Italiano invece lavora molto sulla costruzione del gioco e sulla
qualità della manovra. Però attenzione: quando il Napoli ha tutti gli uomini a
disposizione, anche le squadre di Conte diventano piacevoli da vedere e molto
qualitative. Sul campionato del Napoli io credo che il giudizio debba
essere equilibrato. È vero che non sono arrivati risultati straordinari, ma ci
sono state anche attenuanti importanti, soprattutto gli infortuni. Quando perdi
continuità e ti mancano giocatori determinanti, diventa difficile mantenere un
rendimento costante. Alla fine, se il Napoli chiuderà con la qualificazione
Champions e nelle prime posizioni, sarà comunque una stagione positiva. Non
perfetta, magari, ma assolutamente buona considerando le difficoltà affrontate. La lotta Champions resta apertissima soprattutto per le
altre. Il Milan ha avuto un calo evidente e ha pagato una stagione poco
continua, nonostante avesse meno impegni rispetto ad altre squadre. La Juventus
ha avuto tanti alti e bassi. Il Napoli invece mi sembra ormai vicino
all’obiettivo. Secondo me Milan e Juventus hanno pagato soprattutto la
mancanza di un vero centravanti determinante. Oggi nel calcio italiano si segna
molto più in maniera collettiva, con inserimenti e rotazioni, ma si è un po’
persa la figura del bomber capace di garantire continuità di gol. È un problema che riguarda anche il calcio italiano in
generale. Oggi si lavora tanto sulla manovra collettiva e meno sull’esaltazione
del centravanti. Una volta le squadre giocavano molto di più per mettere il
bomber nelle condizioni ideali. Adesso il gol viene distribuito tra tanti
giocatori e questo abbassa inevitabilmente anche i numeri degli attaccanti. Su Vincenzo Italiano dico che ha fatto una crescita
importante. Ha fatto gavetta, ha dimostrato qualità e al Bologna ha confermato
il suo valore. È normale che oggi venga accostato a piazze più ambiziose,
perché il percorso che ha fatto tra Spezia, Fiorentina e Bologna è stato molto
positivo.
Poi chiaramente tutto dipenderà dalle scelte delle società
e dagli obiettivi reciproci. Italiano ha ancora un contratto e Bologna è una
piazza che gli ha dato fiducia e soddisfazioni importanti, quindi ogni
valutazione andrà fatta con grande rispetto reciproco».
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