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GIOVEDÌ 9 LUGLIO 2026 - REDAZIONALE

NAPOLI, MERCATO BLOCCATO? LA VERITÀ SUI CONTI E LA STRATEGIA DI DE LAURENTIIS


Ecco cosa frena il mercato azzurro


 
     
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A cura di: Ciro Gaipa
Fonte: Napolicalcionews.it

L'apprensione dei tifosi del Napoli nelle ultime settimane è cresciuta dopo le difficoltà registrate su alcuni obiettivi di mercato. Giocatori come Gila e Khalaili sembrano ormai destinati rispettivamente a Milan e Inter, mentre la trattativa per Zeballos resta in una fase di stallo. Una situazione che ha alimentato il timore che il club non abbia la forza economica per intervenire. In realtà, il problema non è la disponibilità finanziaria, ma il rispetto degli equilibri di bilancio e dei parametri di sostenibilità imposti dalla UEFA.

Mercato Napoli, perché gli azzurri sono fermi

Il primo ostacolo riguarda l'organico. Attualmente il Napoli conta circa 47 calciatori sotto contratto e il presidente Aurelio De Laurentiis ha già indicato la necessità di ridurre sensibilmente questo numero, parlando di circa 25 uscite. Le cessioni, però, non servono esclusivamente a generare incassi dai cartellini. L'obiettivo principale è abbattere il costo del lavoro e alleggerire il monte ingaggi. In quest'ottica, gli esuberi rappresentano un fattore determinante: calciatori come Lindstrom (3,39 milioni di euro di costo a bilancio), Folorunsho e Olivera (2,78 milioni ciascuno), Ngonge e Cajuste (1,77 milioni ciascuno) sono esempi di giocatori che, pur non essendo tra gli stipendi più elevati della rosa, incidono comunque sul costo complessivo del personale. La loro eventuale cessione consentirebbe al Napoli di recuperare margini economici e contabili indispensabili per programmare nuovi innesti.

Accanto agli esuberi, pesa inevitabilmente anche la struttura salariale della prima squadra. Sono soprattutto gli ingaggi lordi dei giocatori di maggior rilievo a incidere sul costo del lavoro: Kevin De Bruyne comporta un costo annuo di circa 13,89 milioni di euro, Romelu Lukaku 10,25 milioni, Matteo Politano 8,1 milioni, David Neres 6,49 milioni, Vanja Milinkovic-Savic 5,32 milioni e Lorenzo Lucca 4,63 milioni. Per questo motivo il Napoli è chiamato a compensare tali uscite economiche attraverso la cessione degli esuberi e la riduzione del monte ingaggi complessivo.

Il secondo grande vincolo è rappresentato dalle norme UEFA sulla sostenibilità finanziaria. Il Napoli ha già superato la soglia del 70% del rapporto tra costo del lavoro e ricavi, motivo per cui nella scorsa sessione invernale il club ha operato sostanzialmente a saldo zero. Gli ultimi bilanci virtuosi hanno evitato sanzioni, ma un eventuale mantenimento di questi livelli potrebbe comportare nuove restrizioni nelle prossime finestre di mercato, fino ad arrivare, nei casi più gravi, a limitazioni sulle operazioni in entrata, come accaduto ad altri club europei. A tutto questo si aggiunge il peso degli ammortamenti derivanti dagli investimenti effettuati nelle ultime stagioni, che continuano a incidere sul bilancio. È proprio la somma di questi fattori a spiegare perché, oggi, il Napoli debba necessariamente concentrarsi prima sulle uscite e solo successivamente potrà tornare a muoversi con decisione sul mercato in entrata.