TORNA IN HOMESOCIETA'SQUADRASTAGIONECalciomercatoSTATISTICHECONTATTI



SABATO 3 GENNAIO 2026 - INTERVISTE

NAPOLI, L'EX PREPARATORE SACCONE: "IL CALCIO È UNA COSA SEMPLICE, LA STANNO FACENDO COMPLICATO"


"Non conosco la metodologia di Conte, ma..."


 
     
0


A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it

A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” è intervenuto Corrado Saccone, ex preparatore atletico del Napoli: 

"La bontà del lavoro di Sarri è risaputa. Quei giocatori del Napoli erano insieme da 2 anni, erano sempre gli stessi che ha avuto anche Benitez per cui Sarri si è trovato a guidare un gruppo che faceva bene già da 2 anni sotto l’aspetto della professionalità e dell’impegno. Venivano poi da squadre importanti, da traguardi personali raggiunti importanti, i ragazzi erano forti per cui Sarri è stato bravo a sfruttare il lavoro di Benitez, ma si è trovato in una condizione in cui i ragazzi che si conoscevano a memoria. L’attenzione che si aveva a quei tempi dal punto di vista della preparazione era incredibile, anche con Benitez e Mazzarri abbiamo avuto pochi infortuni, siamo stati spesso elogiati anche a livello europeo per la nostra qualità. C’era una maggiore attenzione, io arrivavo 2 ore prima, facevo 2 gruppi, poi un lavoro personalizzato per cui avevamo un’attenzione maniacale. I nostri calciatori erano atleti eccezionali e Sarri era uno che ti ascoltava. Ci chiedeva se poteva spingere. Non conosco la metodologia di Conte, ma qualcosa non va, forse serve maggiore comunicazione ed un lavoro sinergico. La rosa del Napoli è importante, ma senza infortuni il Napoli avrebbe avuto 10 punti di vantaggio! 

Il calcio è una cosa semplice, la stanno facendo complicato. Quando arrivammo secondi con Mazzarri non avevamo il gps, avevamo l’occhio! Vedo che alla fine del primo tempo mostrano i km percorsi da un giocatore, ma è un dato sbagliato questo che viene dato al pubblico perchè la valutazione deve essere fatta con l’occhio anche in base al fisico del giocatore. Va guardato in faccia il giocatore, va guardata la postura e tante altre cose che il gps non fa”.