A cura di: Redazione
Fonte: Radio Punto Nuovo
Nel corso del suo intervento ai microfoni di Radio
Punto Nuovo, l’ex direttore sportivo Pietro Lo Monaco ha
analizzato le ultime ore del mercato del Napoli, soffermandosi soprattutto
sulla necessità di sfoltire una rosa molto ampia e sulle possibili soluzioni
tattiche per valorizzare giocatori come Vergara. «Ultimi giorni di mercato? Il Napoli ha
fatto una politica fortemente condizionata da quello che è successo l’anno
scorso. La squadra aveva già una rosa competitiva, al di là del fatto che tre,
quattro o cinque giocatori non abbiano mantenuto fede alle aspettative. Oggi,
però, la società si ritrova con 37-38 giocatori in organico e con tanti
elementi rientrati dai prestiti. Non è semplice muoversi in una situazione del
genere. Le ultime ore saranno importanti soprattutto in uscita.
Il Napoli deve necessariamente piazzare diversi giocatori prima di poter pensare
ad altri acquisti. È chiaro che, dopo una stagione negativa, sistemare
calciatori che hanno fallito non è semplice. Quando prendi tanti giocatori, il
vero problema nasce se alcuni non rendono: l’anno dopo devi trovare una
sistemazione e, quando le situazioni si accumulano, diventa tutto più
complicato. Il mestiere del direttore sportivo? Non è
soltanto comprare, anzi. La cosa più difficile è vendere. Bisogna avere il
prodotto, saperlo impacchettare e trovare il modo di piazzarlo. Acquistare
tanto per acquistare non serve a niente e diventa soltanto un problema per le
casse della società. Il direttore deve prendere i giocatori che servono
all’organico per raggiungere gli obiettivi prefissati. Il centravanti? Io vedo il Napoli già
sistemato. Se consideriamo le coppie per ruolo, con Lucca e un altro attaccante
centrale, il reparto è coperto. Non capisco quindi questa necessità di
intervenire a tutti i costi. Il problema vero è liberare spazio e sistemare i
giocatori che oggi sono in esubero. Vergara? Secondo me è un peccato mortale
pensare che debba essere chiuso perché non può fare l’attaccante esterno. Il
Napoli potrebbe adattarlo a centrocampista interno sinistro, in un centrocampo
a tre. Ha capacità di attaccare la profondità, di inserirsi da dietro e di fare
male. Ha corsa, forza e strappo. Sono caratteristiche che hanno in pochissimi. Perché non pensare a un centrocampo con un giocatore di
equilibrio e ragionamento, uno come Lobotka, un incursore come McTominay e
Vergara più avanzato, con maggiore libertà offensiva? Ci sono tantissime
partite da giocare e bisogna ragionare anche sulla gestione delle energie.
McTominay, inoltre, non deve necessariamente fare l’uomo ovunque per tutta la
stagione. Vergara esterno o seconda punta? Per me è
più una seconda punta che un esterno puro. Deve attaccare gli spazi, la
profondità, giocare vicino alla punta centrale e sfruttare le sue qualità negli
inserimenti. Da esterno non ha accelerazione e cambio di passo sufficienti per
quel ruolo. Ma proprio per questo credo che Allegri possa studiare una
soluzione diversa.
Se il Napoli riuscisse a valorizzare Vergara in quel
modo, potrebbe ritrovarsi in casa un giocatore molto importante. Ha corsa,
dinamismo, forza e capacità di strappo. Sarebbe una soluzione utile anche in
prospettiva della Nazionale. Prima di andare sul mercato tanto per comprare, io
cercherei di capire fino in fondo cosa può dare un giocatore come Vergara».
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