A cura di: Redazione
Fonte: Radio Punto Nuovo
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“,
è intervenuto Salvatore Campilongo, allenatore. “Partiamo subito dall’analisi di quello che sta vivendo
il Napoli in questo finale di stagione, perché le ultime due prestazioni hanno
lasciato qualche dubbio. Soprattutto la gara con la Lazio è stata, secondo me,
una delle peggiori dell’anno: il Napoli non è mai stato realmente in partita,
non ha creato pericoli concreti e ha dato la sensazione di una squadra spenta.
Paradossalmente, la Lazio si è anche difesa con ordine, ma ho avuto
l’impressione di una partita in cui gli azzurri non riuscivano proprio a
trovare energie né idee. Anche a Parma non era stato brillante, ma lì forse
c’era più una questione fisica, di stanchezza. Con la Lazio invece è sembrato
proprio un blocco mentale. E questo, per una squadra allenata da uno come
Antonio Conte, è un segnale un po’ strano. Conte è sempre stato sinonimo di
intensità, di carica, di fame“. Conte in conferenza ha detto che il secondo posto è “il
primo dei perdenti”. Parole forti: possono incidere sul gruppo? “Sinceramente sì, mi hanno colpito anche a me. Conoscendo
Conte, che è un allenatore molto carismatico, è strano sentire un messaggio del
genere in questa fase. Forse però è una reazione a una situazione che lui
percepisce piatta, e allora prova a smuovere qualcosa. Però in questi casi,
secondo me, serve anche dare spazio a chi ha più energia, più entusiasmo. Io in
questo momento vedo alcuni giocatori un po’ scarichi, come Frank Anguissa o
anche altri centrocampisti che non stanno rendendo al massimo. E allora forse
qualche cambio, qualche rotazione in più potrebbe aiutare“. Quindi secondo lei servirebbe più spazio alle seconde
linee? “Sì, perché quando arrivi a questo punto della stagione,
se vedi che qualcuno non rende, devi provare a cambiare qualcosa. Io darei
spazio a chi ha più voglia, più fame. Anche perché ci sono giocatori che
possono dare qualcosa di diverso, soprattutto in termini di freschezza e
imprevedibilità“. Si è parlato anche delle parole di De Laurentiis: possono
aver inciso sul gruppo? “No, sinceramente non credo. Le parole di un presidente
fanno parte del contesto, ma in campo vanno i giocatori. Sono professionisti,
sono abituati a tutto questo. Alla fine quello che conta è la prestazione, non
quello che si dice fuori. Il problema del Napoli in queste ultime partite non è
questo, ma una mancanza di energia, di brillantezza, e forse anche di
condizione in alcuni elementi chiave“. C’è anche il tema di alcune scelte tecniche, come
l’utilizzo di Alisson Santos. Lei come la vede? “Io, personalmente, lo farei giocare di più.È un
giocatore che quando entra cambia ritmo alla partita, salta l’uomo, crea
superiorità. È uno di quelli che può spaccare le gare.Poi chiaramente decide
l’allenatore, ma io in certe partite lo metterei dall’inizio, perché può dare
qualcosa che altri non danno“. Quindi anche il sistema di gioco andrebbe rivisto? “Sì, perché se una partita si incanala male, bisogna
avere il coraggio di cambiare. Contro squadre chiuse come la Lazio, magari
passare a un sistema più offensivo, più fluido, può aiutare. Non si può restare
sempre con lo stesso spartito se la gara non si apre“. Conte lo vede più a Napoli o in Nazionale il prossimo
anno?
“Difficile dirlo. Parliamo di una scelta personale. Il
Napoli è un club importante, strutturato, competitivo. La Nazionale invece è un
altro tipo di lavoro, più “di gestione”, con meno continuità quotidiana.
Dipende da cosa vuole Conte per il suo futuro. Se vuole continuare un progetto
forte di club o se invece vorrà provare un’esperienza diversa. Io credo che la
decisione sarà solo sua“.
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