A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Rafa Benitez, ex allenatore del Napoli, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport. Di seguito le sue parole. Avrà una lista di gradimento per il Mondiale. «La Francia ha una quantità di talenti imponente, ne ha
dovuto lasciare persino qualcuno a casa, da restare senza parole: Dembelé,
Barcola, Doué, Thuram, Olise e Mbappè. Poi c’è la Spagna, per le stesse
ragioni, perché ha Lamine Yamal e Nico Williams con un centrocampo da favola
con Pedri e Rodri. Non si può ignorare la Germania, perché il passato conta, e
men che meno l’Inghilterra di Bellingham o di Saka, di Gordon o di Rice». La sorpresa quale sarà? «Mi viene da pensare al Marocco. Mi stuzzica la Norvegia
di Halaand e di Odegaard. Ma del Senegal del “mio” Koulibaly ne vogliamo
parlare? E poi come si fa a lasciar perdere l’Olanda, che in ogni settore ha
almeno un leader di carattere internazionale: Van Djik in difesa, Reijnders, De
Jong e Gravenberch in mezzo al campo, Dumfries esterno e Malen in attacco.
Direi che c’è qualità, come ne ha, ed è da godersela, il Portogallo. Si fa
fatica a non citarne tante, a non pensare alle asiatiche, al Giappone...». Chi tra i grandi calciatori assenti le susciterà
nostalgia? «Troppo facile: Kvaratskhelia innanzitutto. E poi anche
Osimhen, e non perché Napoli rappresenti per me un sentimento vero. Ma poi devo
aggiungere Zielinski e Lewandoski, uno dei più grandi di sempre». Troppo presto per parlare di altro, tipo di Serie A.
«Ci sarà il mercato che finirà per modificare la
situazione attuale. Si ripartirà con la continuità dell’Inter campione che ha
giustamente prolungato il contratto di Chivu, ma anche da quella del Napoli, a
cui De Laurentiis ha ritagliato un ruolo internazionale e garantito
autorevolezza con la scelta di Allegri, un vincente. La Roma di Gasperini resta
un fattore, il Como è una meravigliosa realtà e Fabregas merita un applauso. Ma
sbilanciarsi non sarebbe giusto. Sappiamo poco della Juve, ancor meno di un
club come il Milan che, vedremo, riemergerà».
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