A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Massimiliano Allegri, allenatore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport al termine della partita contro il Bodø/Glimt. Gli errori in avvio e la fase difensiva «All'inizio della partita abbiamo sbagliato diverse situazioni, ma in Champions League non è facile. In area di rigore arrivano troppi palloni: non possiamo permettere che un solo passaggio tagli fuori quattro nostri giocatori. Dobbiamo lavorare e avere pazienza, perché c'è bisogno di migliorare. Riuscire a recuperare quei palloni ci permette di ripartire in contropiede e creare occasioni». De Bruyne vertice basso e la condizione della squadra «De Bruyne si divertirà molto in quella posizione. Anche quando è entrato Lobotka ha fatto bene: Kevin è un giocatore straordinario. Dopo aver segnato tendiamo a chiuderci troppo, ma questo dipende anche dalla condizione fisica di alcuni giocatori. Anguissa ha giocato 60 minuti, mentre McTominay ha segnato due gol, ma non è ancora il vero Scott. Ci sono altri calciatori che stanno rientrando. Per fortuna giochiamo ogni tre giorni e questo ci permette di dare minuti a tutti e di ritrovare gradualmente la condizione. A volte ci abbassiamo perché non abbiamo ancora le energie necessarie, ma anche quando difendiamo con un blocco basso non possiamo concedere certi palloni. Se non riusciamo a recuperare palla, è meglio restare compatti e difendere più bassi». La qualità della rosa e la necessità di migliorare «Più giocatori di qualità hai a disposizione, meglio è. Il risultato, però, cambia anche il modo in cui vengono valutate le prestazioni. A Venezia e a Firenze abbiamo creato grandi occasioni, ma abbiamo sbagliato l'ultima scelta. Lo stesso è successo contro l'Inter e il Como. Non possiamo permetterci di subire determinati gol. La sensazione è quella di essere fragili e, quando succede, finiamo per attaccare anche peggio. Dobbiamo lavorare su questi aspetti e migliorare, perché soltanto attraverso il lavoro possiamo trovare maggiore solidità e continuità».
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