A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Dries Mertens, ex attaccante del Napoli, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport. Ecco alcuni passaggi raccolti da Napolicalcionews.. Il Mondiale richiama per tutti i ricordi d’infanzia, giusto? «L’urlo di Maradona nella telecamera nel ‘94 mi impressionò.
Diego era forza e personalità». Era più fortunato il Mertens ragazzino che aveva tutta la
vita davanti o il Mertens di oggi? «Direi quello di oggi, anche se da piccolo giocavo a calcio
tutto il giorno ed era bello. Mio papà mi portava agli allenamenti, andavo a
scuola, alle 18 mi allenavo, alle 20.30 tornavo a casa e con quel traffico non
c’era tempo per nulla. Mio papà mi ha insegnato tutto, è stato tutto per me». Non male pensare di aver poi giocato il Mondiale con il
Belgio... «Il 2018 è un rimpianto: abbiamo perso con la Francia una
partita chiusa, decisa da un episodio. Il momento più bello è il gol
all’Algeria nel 2014: stavamo perdendo 1-0, sono entrato all’intervallo e ho
segnato. Mi hanno mandato le immagini dei maxischermi in Belgio, la gente che
festeggiava». De Bruyne un anno fa firmò per il Napoli e si scrisse che,
prima di venire, aveva chiamato Mertens. Come andò? «Mi chiamò e non mi sbilanciai, volevo che la decisione
fosse sua. Gli ho solo detto che Napoli è uno spettacolo, una città bellissima
in cui ci si diverte. Diciamo che passare da Manchester a Napoli ti cambia la
vita...». E ora che ci sono voci sul possibile addio... che cosa gli
diciamo? «Io gli direi di restare, perché può ancora fare la
differenza. In questa prima stagione ha avuto problemi fisici, ma all’inizio
era andato forte». Napoli. Un rumore che la rappresenta? «Il suono del mare dal terrazzo di casa». Se dovessimo cambiare una cosa di Napoli, che cosa sarebbe? «Nulla, Napoli va presa com’è, ha cose brutte ma anche
quelle ti fanno innamorare».
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