A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Il tema del VAR a chiamata continua a far discutere il mondo
del calcio italiano. A intervenire nel dibattito è stato Alberto Brandi,
direttore di SportMediaset, che ha firmato un editoriale sul sito
dell’emittente affrontando la questione. "C’è una sola strada per arrivare a un calcio più giusto e, ci si
augura, meno avvelenato. E da oggi c’è un club disposto a percorrerla fino in
fondo. Il Napoli, dopo la
telefonata (immaginiamo piuttosto accesa) di Aurelio De Laurentiis seguita ai torti subiti a Bergamo, ha deciso di lanciare una
proposta concreta: l’introduzione del VAR a chiamata. Che si parli di uno o due interventi a partita, magari divisi tra primo e secondo
tempo, noi siamo dalla parte del
club azzurro. I colleghi de Il Mattino lo
definiscono "un sistema
semplice che aiuta a evitare i soliti sospetti, le congiure pro o contro questo
o quel club". Esattamente. Affidare all’allenatore la possibilità
di richiedere la revisione alleggerisce la pressione sul direttore di gara: una
quota di errore si sposta dalle spalle dell’arbitro a quelle del tecnico. Chi
non usa il challenge in
un momento decisivo in cui avrebbe potuto ribaltare la decisione si assume –
anche lui – una bella fetta di responsabilità.
E non è una
suggestione tutta italiana. L’ex arbitro inglese Graham Scott, sulle colonne del
Telegraph, ha proposto un “manifesto radicale” per migliorare il VAR: due challenge a partita per l’allenatore,
che perde il bonus se sbaglia la chiamata e lo conserva se ha ragione. Scott va
oltre e suggerisce di trasmettere in diretta video e audio dalla sala VAR,
abbandonando le anonime grafiche che abbiamo oggi".
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