A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Sono stati confermati i 13 mesi di squalifica inflitti in
primo grado al presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, Antonio Zappi. La
decisione è stata ufficializzata dalla Corte d’Appello Federale a sezioni
unite, presieduta da Mario Luigi Torsello. A riportarlo, tra gli altri, è Calcio
e Finanza. Il Tribunale Federale Nazionale aveva già condannato Zappi
lo scorso 12 gennaio a 13 mesi di inibizione: una sanzione ora confermata in
secondo grado e che si somma a una precedente sospensione di 10 mesi. In base
alla normativa federale, una squalifica superiore ai 12 mesi comporta
l’impossibilità di ricoprire incarichi federali. In attesa delle motivazioni, si profila il commissariamento
dell’AIA. Dopo la perdita del diritto di voto in Consiglio federale a seguito
dell’ultima riforma statutaria, l’associazione potrebbe subire un ulteriore
ridimensionamento dei poteri, anche attraverso la creazione di una società ad
hoc per la gestione degli arbitri. Nel frattempo, resta il nodo della governance: con la
squalifica confermata, il presidente non avrebbe più i requisiti per guidare
l’organismo. “La lettura delle motivazioni della squalifica di Zappi ha
mostrato uno spaccato che merita una riflessione politica e tecnica”, aveva
dichiarato il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Gabriele
Gravina.
Tra le contestazioni figurano presunte “modalità sleali”,
“abuso della funzione” e pressioni esercitate — secondo quanto emerge dagli
atti — per spingere i designatori Pizzi e Ciampi alle dimissioni, elementi che
hanno acuito le tensioni in un contesto già segnato da divisioni interne.
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