A cura di: Redazione
Fonte: Radio Punto Nuovo
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“,
è intervenuto Luigi Sepe, ex portiere del Napoli. “Dualismo Meret-Milinkovic? Sul tema
portieri del Napoli oggi credo che la situazione sia abbastanza chiara: Conte ha
fatto delle scelte e in questo momento Milinkovic sembra essere davanti nelle
gerarchie, anche se personalmente io ho sempre avuto una preferenza per Meret
dal punto di vista tecnico. È un portiere più pulito, più ‘italiano’ nello
stile, ma oggi il calcio va sempre di più verso il gioco con i piedi, e questo
incide. Milinkovic dà qualcosa in più in impostazione, e Conte ha
evidentemente fatto una scelta precisa. Però non sono sicuro che sia
definitivo, perché nel calcio le gerarchie possono cambiare in base a tante
situazioni: allenamenti, partite, infortuni. Sono valutazioni che dall’esterno
è difficile conoscere davvero fino in fondo. Sul dualismo tra portieri, io
sono abbastanza contrario. Per me deve esserci sempre un primo e un secondo
chiaro. Le gerarchie devono essere definite, poi possono cambiare, ma il
portiere deve avere certezze. Vivere nell’incertezza non è mai positivo, anche
se ti tiene sul pezzo in allenamento. Ma mentalmente non è semplice,
soprattutto per chi non gioca. E sicuramente chi resta fuori non può essere
felice, questo è normale. Infortuni Napoli? Sui metodi di Conte e sui
tanti infortuni che si sono verificati quest’anno, sinceramente credo poco al
legame diretto. Il Napoli ha una rosa ampia, con tanti giocatori abituati a
giocare ogni tre giorni e anche in nazionale. Oggi il calcio è questo. Gli
staff sono molto preparati, il lavoro è mirato anche alla prevenzione. Io penso
più alla sfortuna e alla casualità delle stagioni che a un problema specifico
di metodologia. Conte ha uno staff di altissimo livello e lavora in
maniera molto precisa. È difficile pensare che gli infortuni siano solo frutto
del lavoro settimanale. Quando capitano certe annate, semplicemente capitano. Puntare sui giovani? Sui giovani e sul caso
Vergara, il discorso è più ampio. Io credo che il Napoli debba dare spazio ai
giovani, perché fa bene al club e al calcio italiano. Ma poi bisogna anche
capire che tipo di progetto vuoi: se punti subito a vincere, fai scelte diverse
rispetto a un progetto di crescita. Nel calcio moderno bisogna sempre
bilanciare queste due cose. Conte e la Nazionale? Penso che la stagione
vada portata a termine con serenità. Poi si parlerà del futuro. Conte è un
allenatore che sta bene ovunque, ma alla fine contano le scelte e anche le condizioni
del progetto. In Nazionale il lavoro è completamente diverso rispetto a un
club, e questo va considerato. Parma-Napoli? Mi aspetto una partita
difficile. Il Parma è una squadra organizzata, e il Napoli deve stare molto
attento. Per lo scudetto, da tifoso uno ci spera sempre, ma da uomo di
campo dico che è molto complicato. Il Napoli deve pensare a chiudere bene la
stagione e consolidare il secondo posto”.
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