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VENERDÌ 6 NOVEMBRE 2026 - INTERVISTE

L'EX RAFFAELE SERGIO: "IL SILENZIO DELLA SOCIETÀ RISCHIA DI SCARICARE OGNI RESPONSABILITÀ SU ALLEGRI"


"La società avrebbe dovuto intervenire dopo il Porto"


 
     
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A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it

Raffaele Sergio, intervenuto ai microfoni di Radio Punto Nuovo, ha analizzato le difficoltà degli azzurri, soffermandosi sul lavoro di Massimiliano Allegri, sulla gestione societaria e sulle lacune emerse in sede di mercato.

Napoli e Lazio, due realtà completamente diverse

«In questo momento Napoli e Lazio rappresentano due realtà totalmente differenti, con programmi e situazioni diverse. La Lazio attraversava una fase molto difficile, sia a livello societario sia per quanto riguarda la squadra. La società è stata brava a individuare in Gattuso una guida importante, capace di dare equilibrio in un momento complicato per il club e per la città. È stato costruito un gruppo giovane e forte, che sta dando qualcosa di importante non soltanto dal punto di vista tecnico, ma anche come squadra. Bisogna fare i complimenti alla Lazio. Il Napoli, invece, sinceramente non me lo aspettavo in questa situazione. È una squadra forte, ma Allegri non è ancora riuscito a darle un equilibrio tattico. Non si capisce se voglia giocare a tre o a quattro in difesa e questa incertezza sta creando difficoltà. Sono comunque fiducioso, perché la qualità della rosa è importante e credo che, risolvendo alcuni problemi, il Napoli possa ripartire».

Allegri e la gestione dello spogliatoio: manca la società

«Allegri è una persona di grandissima esperienza e, ovunque sia stato, ha dato un contributo importante. Era stato scelto anche per la sua capacità di gestire i calciatori, i momenti difficili e gli spogliatoi. Quello che noto oggi nel Napoli è una grande difficoltà nella gestione interna. Non vedo una società vicina all’allenatore, ma piuttosto una struttura abbastanza distante. Manca una figura capace di raccogliere e affrontare le problematiche che stanno emergendo. Quanto accaduto dopo la partita contro il Porto è stato molto negativo. La società avrebbe dovuto intervenire e mettere un punto, invece ho visto situazioni e dichiarazioni fuori luogo. I problemi devono essere risolti all’interno dello spogliatoio, non attraverso interviste o episodi pubblici. Ho visto una carenza societaria e la mancanza di un direttore in grado di dare un contributo importante. Il silenzio di tutti rischia di scaricare ogni responsabilità su Allegri, e questo non è corretto».

L’emergenza infortuni e le difficoltà tattiche

«Non è semplice gestire una squadra in queste condizioni. Quando hai tanti giocatori importanti indisponibili, devi continuamente inventare qualcosa e adattare gli uomini a disposizione. Al di là degli infortuni, però, vedo una rosa con tanti attaccanti e pochi giocatori in altri reparti, soprattutto in difesa. Questo è un aspetto sul quale, secondo me, sono stati commessi degli errori in sede di mercato. Il Napoli disputa tre competizioni importanti e avrebbe dovuto costruire una rosa più equilibrata, tenendo conto delle esigenze e delle possibili difficoltà durante la stagione. Quando devi cambiare continuamente giocatori e anche modulo tattico, diventa tutto più complicato».

Gli errori di mercato e il cambio di sistema

«Mi ha meravigliato che Allegri, avendo ereditato il lavoro di Conte e un 3-5-2 già meccanizzato, abbia avuto queste difficoltà nel trovare un assetto stabile. Quel sistema ricordava anche la Juventus di qualche anno fa, dove determinate dinamiche erano già consolidate. In questo momento vedo tantissimi attaccanti e pochissimi difensori. Anche sotto l’aspetto del mercato, quindi, credo che qualcosa sia stato sbagliato. Gli infortuni hanno certamente condizionato il rendimento, ma una rosa costruita per affrontare tre competizioni deve avere alternative adeguate in ogni reparto. È una questione di programmazione e di equilibrio».