A cura di: Redazione
Fonte: ANSA
(ANSA) - ROMA, 30
APR - "Non ci sono gli elementi per parlare di frode sportiva, mi sembra
una vicenda interna al mondo arbitrale, non capisco chi possa averne tratto un
vantaggio". Ne è convinto l'avvocato Cesare Di Cintio, esperto di diritto
sportivo, nella nuova puntata del podcast "Sette Vite" di Hoara
Borselli, a proposito dell'inchiesta sugli arbitri della Procura di
Milano."Credo sia fuori luogo ipotizzare una nuova Calciopoli, ci sono
tante differenze, qui non sono coinvolti né club né i vertici federali. Non
vedo elementi di dolo in quanto è emerso - prosegue Di Cintio - è giusto che la
Procura faccia i suoi approfondimenti, poi arriverà a decidere se chiedere il
rinvio a giudizio o proporre l'archiviazione". Di Cintio è stato arbitro fino alla Serie C nei primi anni
del Duemila. "Un'esperienza di cui vado orgoglioso. Ho avuto la fortuna di
arrivare al professionismo, sono stato compagno di Rocchi e Gervasoni, ho il
ricordo di due persone lineari e integerrime. Il ruolo del designatore è molto
delicato - spiega il legale bergamasco, che è anche consigliere comunale della
sua città - non sempre si riesce a mandare la persona giusta alla partita
giusta: non è solo questione tecnica, ma anche comportamentale. L'abilità
dell'organo tecnico sta nell'individuare un arbitro capace e in grado di
reggere la pressione ambientale. Non dimentichiamo - aggiunge - che l'arbitro è un essere
umano, che vive le tensioni come tutti noi e sbaglia come tutti noi: è un
elemento importante del nostro sistema e deve essere tutelato". Il Var, secondo Di Cintio, non ha portato solo benefici. "Purtroppo ha deresponsabilizzato gli arbitri. Oggi si
ricorre al mezzo elettronico troppo facilmente. Tornare indietro non possiamo,
ma ridefinire il perimetro dell'utilizzo del Var sì. Oggi il ricorso che ne facciamo è eccessivo. Il sorteggio?
Ci credo poco, verrebbe a mancare la funzione principale del designatore. Per
il sorteggio dovremmo - conclude l'esperto di diritto sportivo - avere quaranta
arbitri dello stesso livello, e questo palesemente ci manca". (ANSA).
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