A cura di: Redazione
Fonte: Kiss Kiss Napoli
Gabriele Gravina, ex presidente della FIGC, ha
parlato a Kiss Kiss Napoli nel corso di Radio Goal: “Dobbiamo riconoscere con onestà che il calcio italiano è
cresciuto e ha raggiunto livelli importanti, ma mi auguro che possa migliorare
ancora. Dopo la mancata qualificazione al Mondiale, avrei voluto presentare un
documento alla Camera dei Deputati prima delle mie dimissioni: credo infatti
che, per il bene del calcio italiano, sia fondamentale anteporre l’interesse
comune ai posizionamenti personali, anche nei rapporti con la politica. Non voglio muovere accuse, ma è necessario riflettere su alcune modalità che
finiscono per rallentare i processi e bloccare il sistema delle riforme. Ognuno
dovrebbe lavorare per un bene superiore, quello generale, e non per la tutela
dei singoli interessi. Il problema non riguarda le persone: nel nostro sistema ci sono figure di
grandissimo valore. Tuttavia, l’ostacolo principale resta quello che definisco
il “diritto di veto”. Tutti chiedono riforme, ma pochi sono disposti a
rinunciare al proprio potere decisionale. Anche la politica, in questo senso,
non ha dato il supporto necessario, chiedendo invece di intervenire
sull’autonomia della legge. Cosa mi rimprovero? Solo chi lavora può sbagliare.
Sicuramente ho commesso degli errori, ma sono stati raggiunti anche risultati
importanti. Non è questo il momento di elencarli, ma è giusto ricordare la
battaglia per la sopravvivenza del calcio durante il COVID, la vittoria
dell’Europeo, i successi delle Nazionali giovanili e l’assegnazione di UEFA
Euro 2032, che rappresenta una grande opportunità per rilanciare la nostra
capacità organizzativa e l’Italia non lo perderà. Senza unità di intenti, però,
non si può fare più di quanto fatto finora, e questo forse avrei dovuto
comprenderlo prima. Su Conte: lo conosco molto bene, è una persona
straordinaria. Sarebbe però ingeneroso commentare scelte che potrebbero
riguardare il prossimo presidente federale. I tempi sono stretti e prima del 22
giugno questa situazione non sarà definita. Il presidente De Laurentiis è un dirigente brillante, con
cui mi confronto sempre volentieri. Tuttavia, i diritti televisivi sono stati
già assegnati fino al 2029 e intervenire su quell’accordo, stipulato dalla Lega
Serie A, sarebbe molto complesso. Inoltre, ho ricevuto la richiesta da
Juventus, Milan, Inter e Roma di ridurre la Serie A a 18 squadre, ma il
presidente De Laurentiis ha espresso voto contrario.
Un mese fa ho presentato al tavolo tecnico la diciassettesima
proposta di riforma dei campionati: quando si parla di calcio italiano, è
necessario essere sempre molto onesti”.
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