A cura di: Redazione
Fonte: Radio CRC
A Radio CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è
intervenuto l’agente Mario
Giuffredi: "Rientro Di Lorenzo? Credo
che vedremo Giovanni dopo Napoli-Milan a metà del mese d’aprile. Gli infortuni
vanno curati,seguiti, monitorati e aggiornati di settimana in settimana. Se
così fosse, sarebbe davvero un miracolo poiché noi pensavamo che i tempi di
recupero fossero molto più lunghi. Nonostante Di Lorenzo abbia 33 anni, lui non
è una persona normale. Dal punto di vista professionale riesce con la sua forza
di volontà ad anticipare i tempi di recupero. Giovanni non si sposta di un
millimetro, lui rimane sempre uguale. Andate a vedere tutte le rose della Serie
A e ditemi quanti Di Lorenzo ci sono, non so se ne troverete altri due. Di
Lorenzo è un caso da studiare. Politano è rientrato da un
infortunio. Purtroppo quando rientri da un infortunio hai
bisogno di tempo e di partite da recuperare. Magari non è stato il miglior
Politano e quello di sempre in 5 o 6 partite, ma è stato il migliore in campo
sia in Napoli-Lecce che in Napoli-Torino. Tutto rientra nella normalità del
recupero post-infortunio. Era tutto comprensibile e scontabile quello che ha
trascorso. Conte è stato bravo a dargli continuità e farlo giocare. È una persona
che è sempre sorridente e si fa scivolare le critiche addosso prendendole
sempre con molto sarcasmo. Io non so come fa, quando qualcuno ti critica fa
sempre un po’ male poiché quando fai 99 cose fatte bene e una male, rischi di
sentire tutta la pressione. Politano ha talmente di quell’esperienza e
intelligenza che vive con serenità tutte le critiche che gli vengono
rivolte. Vergara è un giocatore
caparbio e mentalmente forte. Per lui e anche per noi è stato
spiacevole vedere che si è infortunato in un momento della stagione del Napoli
in cui poteva continuare a essere protagonista e molto probabilmente all’90%
Gattuso lo avrebbe chiamato in nazionale. Adesso Vergara sta vivendo un momento
di favola e farsi vedere dalla propria squadra e dalla nazionale fuori per
infortunio non è piacevole, ma come dico sempre ai miei giocatori:
"Guardate che c’è l’altra faccia della medaglia che è stupenda”. Fino a
gennaio vivevamo calcisticamente nell’anonimato e si è imposto da Napoli come
calciatore e ha fatto parlare di sé tutta Italia tanto da far pensare ad una
convocazione in nazionale. È un incidente di percorso che capita a tutti i
giocatori e chi ha la testa bella diritta ed è forte mentalmente, quando
riprende, si è più forti di prima. Io sono convinto che Vergara potrà trovare
lo stesso spazio nel Napoli al suo rientro poiché è un giocatore forte che ha
ancora un grandissimo margine di miglioramento rispetto a quello che ha fatto
vedere. Bisogna capire che non esistono più i giocatori che devono giocare 50
partite, ma ci sono quelli che devono giocare 30 partite. Chi gioca nel Napoli
vuole avere una gestione di sé stesso e della rosa di un certo tipo. Un
giocatore per ottimizzare al massimo le prestazioni e limitare gli infortuni
per essere sempre brillante deve fare almeno 30-35 presenze. Se il Napoli con
le coppe fa 60 partite, Vergara è un giocatore che deve pensare che è uno dei
titolari che deve giocare 30-35 partite. Vergara in questo è uno che ci arriva
con grande serenità perché è forte, ha grandi margini di miglioramento e può
fare molti ruoli. Il problema lo hanno più altri giocatori. Gattuso è padrone
della situazione in nazionale, lui ha fatto un grandissimo lavoro. Gattuso ha
fatto un cenno individuale con tutti i calciatori, si è recato personalmente in
tutti i club per vedere gli allenamenti e ha fatto un lavoro con Buffon e i
suoi vice di grandissima intensità e aggregazione nel quale ha fatto sentire il
valore della nazionale. Dopo di che, se andiamo al Mondiale, posso dire che ci
sono due partite secche e in questo modo tutto può succedere. L’Italia va a
giocare con l’ossessione del risultato con un peso psicologicamente diverso
rispetto ad altre squadre che se vanno fuori è anche una cosa normale. L’Italia
deve vincere a tutti i costi, il compito di Gattuso non è facile e scontato. La
speranza è che andiamo al Mondiale. Vergara al Mondiale? Ho
un ottimo rapporto con Gattuso e non mi sono mai permesso di chiedergli niente.
So che l’avrebbe chiamato per queste due partite, vedendo l’attenzione che la
nazionale gli ha dato, ma onestamente non lo so. Mi sento di dire che dopo il
Mondiale, quando ci sarà un nuovo ciclo, Vergara potrà essere parte del gruppo
nazionale. Marianucci? È
troppo facile parlare dopo. Fino a gennaio nessuno parlava di Vergara che era
uno dei tanti ragazzi anonimi e poi è successo quello che è successo.
Marianucci sarà il difensore della nazionale italiana, nonostante molti non ne
parlano bene. Dopo il Mondiale farà parte del gruppo della nazionale poiché è
uno dei difensori che ha delle qualità importanti. Non dico il motivo per cui
non gioca nelle ultime partite, quello che penso di D’Aversa glielo dirò faccia
a faccia quando avrò l’occasione e non pubblicamente.
Non ho fatto pace con
Antonio Conte, ma ciò non vuol dire che io non stimi l’allenatore. Antonio
Conte è un grande allenatore e per me è l’allenatore italiano che incide di più
nel migliorare i calciatori. Conte sul campo è il più forte di tutti, è un
allenatore molto forte. Secondo me non sa neanche lui quanto sia forte nel
migliorare i giocatori e quanto lo sia nel migliorare i giovani. Forse, nella
sua mentalità è più per i giocatori esperti, ma per me sbaglia perché è il più
forte ad allenare e migliorare i calciatori. Lui è uno dei pochi che se gli dai
un calciatore lo porta a livelli altissimi. Se fossi un Presidente a Conte gli
darei quindici giocatori giovani, dopo un anno ho quindici giocatori di
grandissimo livello e un patrimonio enorme per la società. I giocatori come li
migliora Conte non li migliora nessuno. Tatticamente è un allenatore bravissimo
a trasferire i concetti dal punto di vista della mentalità ai suoi giocatori. È
un allenatore bravo che ha anche i suoi difetti".
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