A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
In occasione del centenario del club, il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni della Rai, registrata lo scorso 26 luglio. Intervista De Laurentiis, il presidente fissa l'obiettivo Presidente, sono passati 22 anni da quando ha rilevato il
Napoli dopo il fallimento. Che percorso è stato? «È stata una sfida affrontata quasi da incosciente, perché
mi sono ritrovato in una storia senza una sceneggiatura già scritta. Venivo dal
cinema e avevo sempre lavorato partendo da progetti ben definiti, mentre con il
Napoli è stato tutto diverso. Ho deciso di mantenere il nome del club per
rispetto della sua storia, dei successi conquistati con Maradona e dei milioni
di tifosi. Da lì è iniziato un viaggio straordinario». Qual è stata la chiave per riportare il Napoli ai vertici
del calcio italiano ed europeo? «L'umiltà e la capacità di guardare sempre al futuro. Mi
definiscono un visionario, ma ho sempre cercato di anticipare i tempi. Oggi
possiamo dire di aver costruito un Napoli forse mai così vincente: siamo stati
per 16 anni consecutivi in Europa e abbiamo trasformato un club ripartito dalla
Serie C in una realtà seguita da oltre 100 milioni di persone nel mondo». Tra i momenti più emozionanti della sua gestione quale
ricorda con maggiore affetto? «La sfilata sul lungomare dopo lo scudetto conquistato con
Antonio Conte è stata qualcosa di incredibile. Rai Italia registrò un seguito
enorme, con circa 70 milioni di spettatori nel mondo. È stata una dimostrazione
dell'affetto globale verso il Napoli». Lei ha definito il Napoli una "costante da scudetto
e Champions". Cosa manca ancora? «La Champions League. È un obiettivo che inseguiamo da
sempre e speriamo che Massimiliano Allegri possa regalarci anche questa
soddisfazione. Il Napoli deve sempre puntare al massimo». Se dovesse raccontare il centenario del Napoli con un
trailer cinematografico, quale immagine sceglierebbe? «Immaginerei un Vesuvio che erutta centinaia di milioni di
palloni infuocati, tutti colorati d'azzurro. Sarebbe un'immagine potente e rappresenterebbe
perfettamente la passione che circonda questo club». Quanto è stato importante l'impegno imprenditoriale per
la crescita del Napoli? «Fare impresa significa investire. Siamo partiti dal
fallimento e nei primi anni in Serie C abbiamo sostenuto sacrifici economici
importanti. Abbiamo sempre puntato sull'autofinanziamento e sull'innovazione,
come dimostrano l'autoproduzione delle maglie e la collaborazione con Giorgio
Armani. Sono intuizioni che hanno contribuito alla crescita del club». C'è una decisione che oggi cambierebbe? «Non mi pento mai delle scelte fatte. Ogni errore
rappresenta un insegnamento. Forse in alcune situazioni sono stato troppo
disponibile e ho lasciato prevalere il cuore rispetto alla rigidità
imprenditoriale. Ma questa è la mia natura e credo che Aurelio De Laurentiis
non cambierà». Qual è il suo augurio per il Napoli in occasione del
centenario?
«Mi auguro che il Napoli possa restare sul tetto del mondo
anche nei prossimi cento anni».
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