A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Nel corso del suo intervento a Radio Punto Nuovo,
mister Franco Colomba ha analizzato il difficile avvio di stagione del Napoli,
soffermandosi sul lavoro che attende Massimiliano Allegri e sul
significato della sosta per le Nazionali. «Il momento del Napoli? È una partenza
decisamente non brillante, con parecchie problematiche. La sosta può essere un
momento di riflessione, anche se Allegri potrà farlo soltanto con il suo staff
e con una parte dell’organico, visto che molti giocatori saranno impegnati con le
rispettive Nazionali. Servirà quindi soprattutto a recuperare gli acciaccati e
gli infortunati, poi si vedrà. Di certo non è stata una buona partenza e il
distacco dalle posizioni importanti è abbastanza evidente. Ci sarà quindi
tantissimo lavoro da fare». La sosta e il lavoro di Allegri «La sosta può essere utile soprattutto come momento di
riflessione e come opportunità per conoscere meglio quei giocatori che finora
sono stati impiegati meno o che non sono stati convocati dalle Nazionali.
Allegri potrà cercare di capire alcune cose e valutare come proporsi meglio in
prospettiva della ripresa del campionato. Dal punto di vista del lavoro di
gruppo, però, una sosta così lunga non aiuta. Non assume quell’importanza che
avrebbe se tutti i giocatori fossero a disposizione. È una pausa che può
servire molto ad Allegri e al suo staff per riflettere, ma non permette di
lavorare sul gruppo nella sua totalità. Bisognerà quindi sfruttarla nel miglior
modo possibile in vista della ripresa». Gli equilibri del campionato «È ancora molto presto per dire dove potrà arrivare il
Napoli. Ci sono però alcune squadre che hanno dimostrato qualcosa in più. Penso
soprattutto a Roma e Inter, che hanno la capacità di prendere in mano le
partite e portarle a casa anche nei momenti di difficoltà. L’Inter, per
esempio, ha dimostrato di saper recuperare anche gare che sembravano perse.
Credo sia difficile, oggi, pensare a un discorso legato al primo posto per il
Napoli, ma il calcio è talmente strano che può succedere di tutto. Di sicuro, a
mio avviso, Roma e Inter hanno qualcosa in più rispetto alle altre. Poi ci sono
la Lazio, la Juventus e altre squadre che sono vicine in classifica, ma la
capacità di stare in campo che hanno Roma e Inter secondo me è un elemento
importante». Il modello Como e il rapporto tra Fabregas e la società «Quella del Como è una situazione abbastanza anomala, per
non dire nuova. Se c’è un buon rapporto tra presidente, direttore e allenatore,
si può parlare tranquillamente anche senza necessariamente avere un report
scritto nel quale analizzare ogni singolo dettaglio della partita. A volte può
esserci un presidente che magari non conosce il calcio in maniera approfondita
e quindi rischia di non comprendere fino in fondo alcune spiegazioni
dell’allenatore. Per questo credo che possa bastare anche un confronto più
semplice, nel quale si spiegano le idee e quello che si vuole fare. Poi le
partite prendono sempre una piega diversa e diventa difficile realizzare
esattamente tutto quello che si era preparato. Però posso anche accettare
questo tipo di approccio, proprio perché è qualcosa di nuovo. Un allenatore, in questo modo, si responsabilizza
ulteriormente. Allo stesso tempo, il presidente può valutare, anche senza avere
una competenza tecnica assoluta, se quello che era stato spiegato prima della
partita si è poi realmente verificato oppure no. Può anche capire la capacità
dell’allenatore di modificare in corsa l’atteggiamento che aveva inizialmente
previsto. Può essere una buona cosa. È evidente che siamo di fronte a qualcosa
di diverso, ma può rappresentare un modo interessante per creare un rapporto
ancora più stretto tra allenatore e società». Italia, serve tempo per il nuovo corso
«Abbiamo visto una partita contro una squadra abbastanza
collaudata nel suo modo di giocare e dotata di qualità come il Belgio. Di
fronte c’era un’Italia molto rinnovata, che mi è sembrata anche leggermente in
soggezione dal punto di vista psicologico. Abbiamo commesso diversi errori,
soprattutto nella fase difensiva, anche in occasione dei gol subiti. Donnarumma
è stato spesso chiamato in causa e ci sono stati anche errori nella fase
conclusiva che avrebbero potuto permettere all’Italia di ottenere un risultato
diverso. Non è stata una partita brillante, questo è evidente, e alla fine gli errori
sono costati una sconfitta che è stata sicuramente brutta. In parte poteva
anche essere preventivabile, considerando il momento e il nuovo corso, però in
alcuni frangenti siamo sembrati quasi in balia del Belgio. Una Nazionale
italiana non dovrebbe arrivare contro il Belgio con un atteggiamento così
remissivo. Fortunatamente in alcuni momenti siamo riusciti a reagire e a
rimediare. È un nuovo inizio e Mancini deve ancora trovare la sua squadra.
Credo che dopo queste quattro partite potrà fare un primo bilancio, capire
meglio quali sono le soluzioni a sua disposizione e trovare maggiore
convinzione per il prosieguo del lavoro».
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