A cura di: Redazione
Fonte: Inter.it
Vigilia di Inter-Napoli, big match della 3ª giornata della
Serie A 2026/27. In vista della sfida il tecnico nerazzurro Cristian Chivu
ha presentato la partita in conferenza stampa dall'Inter Training Center di
Appiano Gentile:
Dopo due vittorie c'è una sfida importante: come sta la
squadra? "Fiduciosa, ha lavorato bene. Abbiamo avuto un buon
inizio di campionato, abbiamo cercato di mettere in mostra le nostre
caratteristiche consapevoli che la condizione non è ancora al massimo, ma
strada facendo stiamo recuperando. Sappiamo l'importanza della partita, il
Napoli è arrivato secondo e due anni fa ha vinto il campionato: dobbiamo essere
all'altezza e onorare al meglio questo tipo di partita". Quest'anno la gestione delle risorse sarà un fattore? "Questa
è una delle caratteristiche che un allenatore deve avere. Pretendo
"premurosità" dal gruppo e devo tener presente tutto quello che
rappresenta questa parola anche da parte mia. La bravura sta lì, nel cosa fare
e cosa dare, su 25 giocatori solo 11 possono essere felici la domenica. Io però
credo sempre nell'unità del gruppo e nel livello alto da tenere nel quotidiano,
cerco di far loro capire l'importanza dei cinque cambi, l'abbiamo fatto bene
l'anno scorso. Chi entra deve pensare a un'opportunità e a un obbligo verso i
compagni per quello che portano, la mentalità deve essere questa. Siamo tutti
nella stessa barca, non dobbiamo far vedere quando siamo arrabbiati: si va
tutti nella stessa direzione, tutti avranno opportunità perché la stagione è
lunga e servono energie sempre fresche". L'anno scorso due sconfitte contro Allegri: quanto può
influire, contando anche il Napoli ha cambiato poco? "Io ho grande stima e apprezzamento
per Allegri e quello che rappresenta per il calcio italiano, anche se qualcuno
ogni tanto non lo fa. Ha vinto sei scudetti e fatto due finali di Champions, ha
grande esperienza e noi allenatori giovani possiamo solo imparare. Abbiamo
accettato quelle due sconfitte, rialzandoci e continuando a pensare
all'obiettivo finale: fa male perdere, ma è una maratona e non abbiamo mai
perso di vista il grande obiettivo. Dobbiamo fare del nostro meglio, non
giocano gli allenatori ma le squadre preparate in una certa maniera. Noi e il
Napoli abbiamo l'ambizione giusta per far vedere che vogliamo essere competitivi
fino in fondo". Ogni tanto è mancata rapidità difensiva: cosa ti aspetti
verso Napoli e Real? "Nel calcio la prevenzione è importante,
non penso di aver subito più di tanto abbiamo saputo gestire momenti, c'è da
migliorare nel prevenire e avere pensiero negativo che ti permette sempre di
agire prima di reagire, possiamo migliorare ma abbiamo grandi difensori che
sanno sistemare le cose da soli e sanno quando sbagliano, sanno anche che si
può concedere qualcosa per errori o bravura dell'avversario. Noi vogliamo
essere dominanti e portare tanti uomini avanti in possesso palla, consapevoli
che possiamo sbagliare qualche riaggressione. A volte si esagera a sottolineare
errori, però poi si chiede tanto spettacolo e occasioni: il calcio per me è
questo e per fortuna è una visione condivisa con i miei giocatori. L'importante
è avere energia e coraggio giusto per fare le partite con il sorriso e cercare
di essere dominanti adattandoci ai momenti della partita". Scontro diretto: è una partita normale o a livello morale
dà un messaggio? "Cos'è uno scontro diretto? Dipende dalla
classifica, dalla tradizione o dai risultati? Io penso che sono tanti gli
scontri diretti, anche con l'ultima in classifica, un campionato dura 38
partite. Ho imparato dall'anno scorso: dopo tre partite avevamo due sconfitte
ma abbiamo vinto. Sì è uno scontro diretto perché lo sono tutti per noi, siamo
consapevoli di quello che vogliamo fare e che si può perdere, ma conta come si
reagisce. Vogliamo dare continuità alle prime due partite, all'anno passato ma
anche a tutti gli standard che abbiamo creato negli ultimi 7 anni. Rispettiamo
il nostro avversario, sappiamo che non sarà facile, ma siamo pronti ad
affrontare un Napoli che vorrà far vedere il suo valore". Il Napoli non perde da 5 precedenti: come vi hanno
neutralizzato l'anno scorso? "L'anno scorso a Napoli abbiamo
avuto più stimoli e motivazioni a correggere i nostri errori e debolezze nel
gestire l'ingiustizia. Abbiamo fatto un bel primo tempo e ci siamo arrabbiati
per qualcosa che pensavamo fosse ingiusto, ma ci ha permesso di crescere,
imparando dalla sconfitta. Conta dirsi in faccia ciò che si pensa e reagire:
dopo quella sconfitta abbiamo fatto un filotto di 7/8 partite, poi c'è stato il
derby e poi un'altra serie di 14/15 risultati utili. Non è giusto far paragoni,
cambia l'allenatore, il momento, le ambizioni: noi vogliamo solo essere
competitivi e far vedere che la nostra identità è quella giusta, consapevoli di
cosa vogliamo fare e mantenere atteggiamento propositivo, anche nell'essere
pragmatici" Cosa vuoi rivedere delle prime due partite e cosa non
vuoi rivedere? "Cercare di essere dominanti, propositivi,
sbagliare e imparare dagli errori, non farsi prendere da frenesia e errori che
possono capitare nel pallone. Pensare sempre positivo, tenacia, disciplina e
sforzi mentali per domare pensieri negativi, sempre le solite cose. Questa
squadra ha margini di miglioramento: io cerco progresso, miglioramenti e ne ho
visti tra Monza e Cagliari. Pretendo sempre di più, so che i giocatori sanno
quanto vale la partita, pretendo la miglior versione che avranno domani". Ti piace la nuova versione di arbitraggio con più tempo
effettivo di gioco? "La nostra squadra si è sempre allenata
per mantenere intensità alta e non subire pause, pensare di giocare e rimettere
pallone in gioco in fretta, non pensare al miracolo ma a ciò che possiamo
controllare. A me piace, ma penso a tutti perché se il tempo aumenta di 5' non
è poco, bisogna continuare a questo livello ,le regole sono fatte per questo.
Si vedono miglioramenti da una giornata all'altra, siamo tutti contenti perché
si dà ritmo e intensità al calcio". Dopo Cagliari ha parlato di ruggine: in questi giorni al
di là dei nuovi arrivati gli altri che hanno fatto il Mondiale sono migliorati? "Hanno
quattro allenamenti in più, bisogna vedere quanta condizione hanno messo.
Sicuramente stanno meglio, ma a volte forse è anche scusa dell'allenatore che
ha paura che si facciano male. Sono importanti e li vorrei tutti in campo il
prima possibile, vale per tutto il gruppo perché permette di scegliere e loro
possono far vedere quanto valgono. Si vedrà in partita quanto hanno accumulato,
saranno all'altezza in base ai minuti che giocheranno, sia dall'inizio sia
dalla panchina". Giocherete sempre in questo modo o vi abbasserete in
altre partite? "Allegri è bravo a capire ciò che noi saremo e
preparerà entrambe le situazioni. Noi dobbiamo mantenere la nostra identità e
determinazione e coraggio, non voglio mai perdere voglia di essere dominanti.
Questa squadra ha costruito nella sua mente cosa vuole essere, l'anno scorso ho
fatto qualche errore di valutazione e spero di aver imparato anche a
trasmettere alla squadra di rimanere con la stessa mentalità". Domani Akanji giocherà o riposerà? "Non
lo so, non so mai la formazione. Ho i miei dubbi, ho 25 ragazzi tutti bravi e
tutti forti, le scelte le faccio all'ultimo. Non preparo la formazione tre
giorni prima, ho metodologia che mi permette di nascondere: tutti si devono
sentire importanti, non possono essere esclusi fin dal martedì gli altri. A
volte non piace, probabilmente creo un danno a livello mentale anche per i
giocatori, ma dopo un anno così continuerò su questa linea. Ho dei nomi certi,
ma può cambiare tutto da un giorno all'altro: si vedrà". Cosa deve fare Chivu per essere ritenuto il miglior
allenatore della Serie A? "Mi congratulo con Cesc Fabegas per
il premio AIC: è un grande allenatore e ha dimostrato il suo valore, ha grande
livello di competitività e sappiamo tutto il lavoro di questi anni con il Como.
Io ho anomalie caratteriali che non mi fanno mai pensare al mio ego, la mia
premura è per i giocatori, vederli felici a fine stagione e sul palco l'altra
sera mi ha riempito d'orgoglio, lavoro per loro e non per me. Non baratto mai
un titolo individuale per un trofeo, soprattutto lo Scudetto".
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