A cura di: Redazione
Fonte: Radio Punto Nuovo
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”,
è intervenuto Luigi Carbone, consigliere comunale di Napoli. «Il progetto legato allo stadio Diego Armando Maradona è
molto ambizioso. Parliamo di un vero e proprio piano di rilancio che abbiamo
definito “Maradona 2.0”. L’idea è quella di modernizzare completamente
l’impianto, rendendolo all’altezza dei grandi standard europei in vista anche
di Euro 2032. Nel masterplan sono previsti nuovi parcheggi sotterranei,
il museo dedicato a Diego Armando Maradona con tutti i cimeli della storia del
Napoli, il miglioramento delle aree hospitality e delle sky lounge, nuovi
servizi per l’accessibilità e un potenziamento delle infrastrutture dedicate ai
calciatori, dagli spogliatoi alle aree mediche e fisioterapiche. Uno dei temi principali riguarda la rimozione della pista
d’atletica. È una richiesta che arriva direttamente dagli standard UEFA, perché
oggi per aumentare la visibilità e l’impatto dello stadio bisogna avvicinare le
gradinate al terreno di gioco. Però è chiaro che questo comporterà lavori
lunghi e complessi. Non possiamo fermare il Napoli durante la stagione, quindi
si dovrà intervenire un settore alla volta, con un cronoprogramma che potrebbe
svilupparsi nei prossimi anni. Il punto fondamentale però è uno: se il Comune investe
soldi pubblici per ristrutturare il Maradona, il Napoli deve continuare a
giocare lì. Sarebbe impensabile spendere risorse della collettività e poi
vedere la squadra trasferirsi altrove. Sulla cittadinanza onoraria ad Aurelio De Laurentiis ho
votato a favore, perché sarebbe assurdo negare ciò che ha fatto per il Napoli e
per la città dal punto di vista sportivo. Però la cittadinanza non è solo un
premio, è anche una responsabilità. De Laurentiis ha portato il Napoli a livelli
straordinari, ma ci sono state anche dichiarazioni e atteggiamenti che in
passato hanno ferito parte della città e dei tifosi. Napoli non può dimenticare
tutto questo. Per questo ho detto chiaramente che oggi è giusto riconoscergli i
meriti, ma allo stesso tempo chi riceve la cittadinanza napoletana deve
sentirsi ancora più legato e responsabile verso questa città. Napoli non è diventata importante grazie al calcio.
Napoli aveva grandezza culturale, scientifica, artistica e sportiva ben prima
di De Laurentiis. Lui ha dato tantissimo al Napoli calcio, questo sì, ma deve
anche comprendere fino in fondo cosa rappresenta questa città. Per esempio io non ho condiviso la scelta di togliere la
statua di Maradona che doveva essere collocata nello stadio. Parliamo di
simboli che per il popolo napoletano hanno un valore enorme. Su certe cose
bisogna avere maggiore sensibilità. Sul centro sportivo, invece, va fatta una distinzione. La
scelta di restare a Castel Volturno negli anni è stata una scelta aziendale
precisa del presidente, probabilmente anche per proteggere la squadra dalle
pressioni della città. È una filosofia diversa rispetto ai tempi di Maradona,
quando il Napoli viveva molto più immerso nel tessuto cittadino. Diverso invece è il discorso sullo stadio. Su questo io
sono molto netto: il Maradona non si tocca. Non possiamo immaginare uno
spostamento dello stadio in altre zone della città. Fuorigrotta è storicamente
il quartiere del calcio a Napoli, è strutturato attorno allo stadio e spostare
tutto altrove significherebbe creare problemi enormi dal punto di vista
urbanistico, logistico e sociale. Noi come Consiglio comunale vogliamo rilanciare il
Maradona, non abbandonarlo. Anche perché c’è la grande occasione di Euro 2032 e
Napoli non può permettersi di perdere questo treno. Il Comune ha già lavorato a un masterplan, ha coinvolto
progettisti e ha presentato una candidatura seria. Però adesso serve una scelta
definitiva anche da parte di De Laurentiis. Perché l’unico soggetto che ancora
non ha espresso chiaramente la propria posizione sul futuro del Maradona è
proprio il presidente del Napoli.
Io da tifoso, prima ancora che da consigliere, spero che
si possa andare tutti nella stessa direzione. De Laurentiis resta un presidente
straordinario, probabilmente il migliore della storia recente del Napoli, e io
sono felice che continui a guidare il club. Però proprio perché il suo ruolo è
così importante, oggi serve chiarezza. Napoli merita una visione condivisa sul
futuro dello stadio e della squadra».
|