A cura di: Redazione
Fonte: Radio Punto Nuovo
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“,
è intervenuto Dario Canovi, membro dell’entourage di Thiago Motta. “Parliamo di un’ipotesi lontana: Thiago Motta come
futuro allenatore del Napoli. Potrebbe essere il progetto giusto da cui
ripartire? Assolutamente sì. Thiago può allenare qualsiasi grande
squadra, non solo in Italia. Nonostante la parentesi con la Juventus, è un
allenatore di primissima fascia. L’ipotesi Napoli non è nuova. Se n’era parlato
già nel 2023 per il dopo Spalletti. C’erano contatti concreti, ma i tempi non
erano maturi. Ora, guardando anche alla nazionale: Antonio Conte ha detto,
chiaramente, che se fosse la nazionale, lui stesso si chiamerebbe. Conte è
certamente un allenatore adatto, ma il problema principale non è l’allenatore,
è il gioco, sono i giocatori. Crisi del calcio italiano? In questo
momento siamo poveri di talenti. Qualche giovane c’è, ma spesso a 23 anni in
Spagna, Francia o Inghilterra, quel giovane non è più considerato tale. Questo
è il nostro problema. L’Italia gioca un calcio più lento di tutta Europa. Siamo
una nazione di terza fascia. Se una squadra come la Bosnia riesce a giocare
meglio della nostra nazionale per un tempo intero, la verità è chiara: la
qualità del calcio italiano è calata. Non parliamo di prime squadre, parliamo
di una squadra fuori dalle prime cinquanta al mondo. Per capire la differenza, basta guardare il calcio
europeo: Liverpool-Manchester City, Real Madrid-Bayern Monaco. Questo è calcio
che diverte, che chiama la gente allo stadio. Noi giochiamo lento, poche
occasioni, poche emozioni. Non è colpa dei singoli allenatori, è colpa della
qualità del gioco. Malissimo. Fortunatamente non siamo andati ai Mondiali:
avremmo incontrato Spagna, Inghilterra, Francia… e avremmo fatto una figura
barbina. Così abbiamo tempo per fare le riforme indispensabili. Quali riforme? Prima di tutto le seconde
squadre. I club di Serie A e B devono obbligatoriamente investire sui giovani,
creare accademie, dare opportunità concrete. Guardate il Barcellona: i ragazzi
di 18 anni giocano già in seconda squadra, crescono con esperti, imparano a
vincere. Da noi? Pochissime squadre hanno una seconda squadra funzionale.
Milan, Juve, Atalanta, Inter… solo alcune, e spesso senza continuità. Questo è
uno dei problemi principali.
E tornando a Thiago Motta: quest’anno non
siamo stati fermi. Il telefono ha squillato più volte, ci sono state idee e
contatti. Se Motta dovesse sedersi sulla panchina del Napoli, sarebbe un
progetto serio, un percorso chiaro, una visione a medio termine. Perché il
calcio italiano ha bisogno di competenza, di metodi, di mentalità, e Thiago è
uno di quelli che può portare tutto questo”.
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