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GIOVEDÌ 26 MARZO 2026 - INTERVISTE

BUONGIORNO: “NAPOLI UNA SCELTA DI CUORE E DI TESTA. DIFENDERE È COME GIOCARE A SCACCHI”


"Vi svelo l'aspetto più importante per un difensore..."


 
     
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A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it

Alessandro Buongiorno, intervistato da Panini Sport Italia, ripercorre il percorso che lo ha portato a sposare il progetto Napoli, raccontando anche il suo approccio metodico alla fase difensiva, tra studio video, equilibrio mentale e crescita tecnica.

Com’è stata la tua prima volta a Castel Volturno?
È stata emozionante perché non conoscevo i compagni. Quando affronti qualcosa di nuovo è sempre bello e particolare. Sono entrato negli spogliatoi, ho conosciuto i ragazzi e tutto lo staff, mi hanno mostrato i vari spazi del centro: è stato davvero un momento speciale”.

Come sei arrivato alla scelta di Napoli? C’è stata una persona che ti ha aiutato?
Dalla parte della famiglia di mio papà sono tutti napoletani. Grazie a loro conoscevo già la città e mi hanno sempre parlato benissimo dei tifosi. Poi, quando devi scegliere, valuti tanti aspetti: la piazza, la passione, il progetto. Ho avuto anche una chiacchierata con il mister, incontrato per caso in un ristorante a Torino durante il mio compleanno. Mi ha chiesto di parlare, ci siamo confrontati e quell’incontro, insieme al resto, ha contribuito alla decisione”.

Che tipo di difensore sei: più di lettura o d’istinto?
Bisogna avere equilibrio. In alcuni momenti è fondamentale leggere prima il gioco, in altri agire d’istinto. Devi saper alternare queste due cose per essere efficace”.

Qual è l’aspetto più importante per un difensore?
Sicuramente l’atteggiamento. Essere sicuri di sé ti permette di rendere al massimo e di trasmettere sicurezza ai compagni. Poi sono fondamentali le letture difensive e la comunicazione. Uscita palla, esplosività e forza sono aspetti che si allenano ogni giorno”.

C’è un allenamento specifico che fai per migliorare?
Più che di campo, è mentale. Guardo i video degli attaccanti che devo affrontare: studio i movimenti, se attaccano lo spazio o vengono incontro, ma anche come ricevono palla. Osservo se i compagni li servono di prima o con lanci lunghi. Questo aiuta molto nelle letture”.

Guardando indietro di cinque anni, in cosa sei migliorato?
Molto sotto l’aspetto tecnico e nel gioco con la palla. Ho lavorato tanto con allenatori e con allenamenti individuali, anche quando ero più giovane”.

Facevi allenamenti individuali anche durante l’anno?
Sì, sia nei camp estivi sia durante la stagione, quando potevo. Li ho trovati molto utili per crescere”.

Che emozione è stata la vittoria dello scudetto?
Un momento incredibile, dal prima al dopo. La cosa più bella è stata al fischio finale: un’esplosione di gioia, con lo stadio e la città in festa. Correre in campo con gli scudetti giganti è stato davvero potente”.

Ti aiuta lo studio video anche per marcare gli attaccanti?
Sì, aiuta tantissimo sia i difensori che gli attaccanti, per fortuna i nostri”.

Rigore in Coppa Italia contro il Cagliari: hai aperto o chiuso?
Ho aperto”.

Esordio con il Napoli?
Contro il Bologna”.

Ripercorri la tua carriera.
Torino, poi Carpi, Trapani, ritorno al Torino e infine Napoli”.

Nel tuo unico gol con il Napoli, contro il Cagliari, chi avevi davanti?
Luperto”.