A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
A Radio Punto Nuovo, nel corso di Punto Nuovo Sport,
è intervenuto Enzo Bucchioni, giornalista. Napoli-Porto, servirà una partita di sacrificio «Il Napoli questa sera deve soprattutto sapere soffrire. Il
Porto gioca in casa, in uno stadio che rappresenta davvero il dodicesimo uomo,
e ha una grande aggressività. È una squadra con personalità, che conosce anche
bene il calcio italiano e le caratteristiche degli avversari. Il Porto non ha
ancora fatto punti in Champions e vorrà sfruttare questa partita per ottenere
il primo risultato positivo. Il Napoli, invece, arriva in condizioni
estremamente complicate. La gara che mi aspetto è quella di una squadra
intelligente, coperta, con un blocco più o meno basso, ma non bassissimo.
Bisogna difendersi con attenzione, coesione e determinazione, per poi cercare
di ripartire negli spazi. Serve una partita allegriana nel migliore senso del
termine, una prestazione che finora non abbiamo visto con continuità». Bucchioni critica le parole di Allegri: «Non ho capito il
messaggio» «Non ho capito neanch’io le parole di Allegri. Ho cercato di
interpretarle, ma mi sembrano un modo per mettere le mani avanti. La situazione
è talmente complicata che probabilmente lui sa di avere poche possibilità di
fare punti contro il Porto e ancora meno contro il Manchester City. È un
atteggiamento che non condivido. L’allenatore del Napoli, che è una grande
squadra, deve presentarsi in campo con un’altra mentalità. Anche con tredici o
quattordici giocatori a disposizione, il Napoli schiera comunque calciatori di
grande livello, campioni come De Bruyne e McTominay. Le difficoltà sono
evidenti e non vanno nascoste, ma lo spirito deve essere quello di andare a
giocarsela. Nel calcio succede di tutto: bisogna fare in modo che possa
succedere anche qualcosa di sorprendente». «Non si possono dare per scontate le ultime tre partite» «Non ho capito neanche il ragionamento sulle ultime tre
partite, quelle in cui il Napoli dovrebbe fare nove punti. Chi lo ha detto? Il
Brugge ha battuto l’Inter e ha dimostrato di essere una squadra forte. Per come
lo vedo giocare, in questo momento potrebbe essere persino più coeso del Napoli
e metterlo in difficoltà. Non puoi pensare di perdere le partite contro Porto e
Manchester City e poi recuperare tutto nelle altre. La Champions League è
complicata, non ci sono partite scontate. Pensare di poter vincere
automaticamente contro squadre considerate inferiori è un errore. Anche in
campionato abbiamo visto che le sorprese sono sempre possibili». Il messaggio alla squadra: «Bisogna andare oltre le
difficoltà» «Chi guida un gruppo deve ragionare in un certo modo. Non
può dire: “Questa partita è complicata, speriamo di fare qualcosa nelle
prossime”. Altrimenti il giocatore finisce per accontentarsi. Quando hai pochi
uomini a disposizione, le difficoltà sono ancora maggiori. Proprio per questo
devi guardare i tuoi calciatori negli occhi e dire: “Siamo noi, siamo questi.
Questa sera dobbiamo stupire tutti, a cominciare da noi stessi. Dobbiamo
dimostrare di essere ancora capaci di fare un’impresa”. Questo è il messaggio
che deve arrivare da chi guida una squadra. Se ti dai delle giustificazioni e
ti accontenti delle difficoltà, sei un perdente. E questo mi sorprende, perché
la storia di Allegri dimostra che non è un perdente». Allegri in difficoltà: «Forse non si aspettava questa
situazione»
«È curioso vedere Allegri in un momento di involuzione e
confusione, anche dal punto di vista tattico e dei cambiamenti. Forse non si
aspettava le difficoltà che ha incontrato. Magari pensava di trovare una squadra
più intensa, più viva, e di avere a disposizione giocatori meno vicini alla
fine del ciclo. Può anche darsi che abbiamo interpretato male le sue parole e
che nello spogliatoio trasmetta un messaggio completamente diverso. Sono
convinto che saprà fare quello che deve fare un buon allenatore. Ma, dal punto
di vista esterno, queste dichiarazioni lasciano perplessi. Spero che il Napoli
questa sera mi stupisca e scenda in campo con l’atteggiamento di una grande
squadra, per novanta minuti, anche nelle difficoltà».
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