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VENERDÌ 16 OTTOBRE 2026 - STAMPA

BENITEZ: "CALCIO ITALIANO IN DIFFICOLTÀ. BISOGNA PUNTARE SUI GIOVANI E SU UNO STILE DI GIOCO EQUILIBRATO"


Le parole dell'ex tecnico azzurro


 
     
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A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it

Rafa Benitez, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha parlato del percorso delle italiane in Champions, con particolare riferimento alla sconfitta del Napoli in Spagna. Queste le sue parole evidenziate da Napolicalcionews:

Le sconfitte di Napoli e Como? «Non è semplice venirne fuori dal confronto con il Villarreal e con il Feyenoord, avversari di corsa e di organizzazione. Il Napoli stava andando sullo 0-2, con la traversa di Hojlund, e si è trovato sotto incredibilmente. Il Como non è riuscito a fare ciò che sa, ma sono sintomi passeggeri».

Il sistema-Italia è in crisi? «È in difficoltà, come dimostrano anche i tre Mondiali a cui ha dovuto rinunciare. I discorsi da affrontare sono differenti, ovviamente: da una parte ci sono i club, le loro scelte, gli investimenti; dall’altra la Nazionale e dunque la scuola, i talenti, che secondo me non mancano. Non esistono i Baggio, i Totti, i Del Piero, i Vieri ma ci sono calciatori che hanno un loro peso e tanta qualità».

C’è qualcosa che l’ha stupita? «Ho riflettuto su una frase di Allegri, che mi pare appartenga anche a Capello, e che condivido: s’è smarrita la capacità di difendere, una delle caratteristiche di un calcio che è stato dominante a lungo, che ha saputo anche attaccare e bene, ma che non aveva mai perduto il proprio riferimento storico. Eppure anche là dietro ci sono figure di primissimo piano: Donnarumma è forse il più forte al mondo; Calafiori è titolare dell’Arsenal; Bastoni sta all’Inter da pilastro; Dimarco è un esterno che fa male anche quando avanza...».

Serie A poco allenante? «In situazioni estreme si può dire, certo che sì. E comunque è un’analisi che va approfondita, perché Inter, Napoli, Roma e Como sono strutturate secondo parametri distanti, sia dal punto di vista tecnico-tattico che anagrafico. A me sembra un corto circuito momentaneo ma tra martedì e mercoledì si torna in Champions e le risposte arriveranno in fretta».

Come se ne esce? «Bisogna puntare sui giovani e su uno stile di gioco equilibrato. Da quando, nel 2019, è cambiato il regolamento — consentendo di far ripartire l’azione dall’interno dell’area di rigore — le squadre sfruttano il pressing alto e marcano a uomo in fase difensiva. Questo è successo sul gol di Mbappé: un singolo errore, senza copertura, porta direttamente a un’occasione. Oggi le squadre difendono a uomo, il che si traduce in contropiede ogni volta che il pressing iniziale viene superato».