A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Rafa Benitez, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha parlato del percorso delle italiane in Champions, con particolare riferimento alla sconfitta del Napoli in Spagna. Queste le sue parole evidenziate da Napolicalcionews: Le sconfitte di Napoli e Como? «Non è semplice venirne fuori dal confronto con il
Villarreal e con il Feyenoord, avversari di corsa e di organizzazione. Il
Napoli stava andando sullo 0-2, con la traversa di Hojlund, e si è trovato
sotto incredibilmente. Il Como non è riuscito a fare ciò che sa, ma sono
sintomi passeggeri». Il sistema-Italia è in crisi? «È in difficoltà, come dimostrano anche i tre Mondiali a cui
ha dovuto rinunciare. I discorsi da affrontare sono differenti, ovviamente: da
una parte ci sono i club, le loro scelte, gli investimenti; dall’altra la
Nazionale e dunque la scuola, i talenti, che secondo me non mancano. Non
esistono i Baggio, i Totti, i Del Piero, i Vieri ma ci sono calciatori che
hanno un loro peso e tanta qualità». C’è qualcosa che l’ha stupita? «Ho riflettuto su una frase di Allegri, che mi pare
appartenga anche a Capello, e che condivido: s’è smarrita la capacità di
difendere, una delle caratteristiche di un calcio che è stato dominante a
lungo, che ha saputo anche attaccare e bene, ma che non aveva mai perduto il
proprio riferimento storico. Eppure anche là dietro ci sono figure di
primissimo piano: Donnarumma è forse il più forte al mondo; Calafiori è
titolare dell’Arsenal; Bastoni sta all’Inter da pilastro; Dimarco è un esterno
che fa male anche quando avanza...». Serie A poco allenante? «In situazioni estreme si può dire, certo che sì. E comunque
è un’analisi che va approfondita, perché Inter, Napoli, Roma e Como sono
strutturate secondo parametri distanti, sia dal punto di vista tecnico-tattico
che anagrafico. A me sembra un corto circuito momentaneo ma tra martedì e
mercoledì si torna in Champions e le risposte arriveranno in fretta». Come se ne esce? «Bisogna puntare sui giovani e su uno stile di gioco
equilibrato. Da quando, nel 2019, è cambiato il regolamento — consentendo di
far ripartire l’azione dall’interno dell’area di rigore — le squadre sfruttano
il pressing alto e marcano a uomo in fase difensiva. Questo è successo sul gol
di Mbappé: un singolo errore, senza copertura, porta direttamente a
un’occasione. Oggi le squadre difendono a uomo, il che si traduce in
contropiede ogni volta che il pressing iniziale viene superato».
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