A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“,
è intervenuto Enzo Bucchioni, giornalista. «Quando si parla di Igor Protti bisogna
partire prima dall’uomo e poi dal calciatore. È stato una persona
straordinaria, sempre disponibile, umile e capace di trasmettere valori
autentici. Anche durante la malattia ha dimostrato il coraggio e la forza che
lo hanno sempre contraddistinto, scegliendo di raccontare la sua esperienza per
dare speranza agli altri. Ha affrontato tutto con una dignità esemplare,
diventando ancora una volta un punto di riferimento. Quando scompaiono persone
come lui resta un vuoto che va ben oltre il calcio giocato. Sul campo era lo
stesso uomo che abbiamo conosciuto fuori: determinato, coraggioso, capace di
superare continuamente i propri limiti. Un esempio per tutti. Per quanto riguarda il Napoli, la scelta di Massimiliano
Allegri rappresenta un segnale molto chiaro. Il fatto che si parli di un
progetto triennale significa che la società vuole trasmettere stabilità e
fiducia, sia all’allenatore sia all’ambiente. È una scelta che
inevitabilmente divide, perché Allegri è un tecnico che suscita opinioni
differenti. C’è chi avrebbe preferito un profilo diverso, magari più legato a
una certa idea di gioco, ma la società ha deciso di puntare con convinzione su
un allenatore che ha vinto tantissimo e che conosce perfettamente le dinamiche
delle grandi squadre. Allegri non è certo una scoperta. Parliamo di un tecnico
che ha conquistato numerosi trofei e che da anni lavora ai massimi livelli. Il
suo è un calcio pragmatico, molto orientato al risultato, un approccio che può
piacere o meno ma che nel corso della carriera gli ha consentito di ottenere
successi importanti. Alla fine, però, nel calcio contano soprattutto i
risultati. E credo che sia proprio questo ciò che Aurelio De Laurentiis si
aspetta da lui: una squadra competitiva e capace di vincere. Una delle qualità più importanti di Allegri è la capacità
di valorizzare le risorse che ha a disposizione. Non è un allenatore che
pretende rivoluzioni o che lega il proprio lavoro esclusivamente all’arrivo di
determinati giocatori. Storicamente ha sempre cercato di ottenere il massimo da
ciò che aveva in rosa. Per questo motivo mi aspetto che possa recuperare e
rilanciare diversi elementi del gruppo attuale. Ci sono giocatori che negli
ultimi mesi hanno reso meno del previsto e che potrebbero trovare nuova linfa
all’interno del suo progetto tecnico. Sul mercato non credo che vedremo una rivoluzione. Il
Napoli ha già investito molto nelle scorse stagioni e oggi dispone di una base
importante. Mi aspetto piuttosto interventi mirati, funzionali alle idee del
nuovo allenatore. La situazione di Frank Anguissa va letta anche in
quest’ottica. È un giocatore che ha dato tantissimo al Napoli e che è stato
protagonista di anni importanti, ma può essere arrivato il momento di valutare
nuove soluzioni. Se dovesse partire, il nome di Adrien Rabiot avrebbe una
logica evidente. È un giocatore che Allegri conosce molto bene e che possiede
caratteristiche particolarmente adatte al suo modo di interpretare il calcio:
fisicità, capacità di inserimento, letture tattiche e qualità nelle due fasi. Lo stesso discorso può valere per altri elementi della
rosa. Penso a giocatori che hanno accumulato tante stagioni ad altissimo
livello e che potrebbero aver bisogno di nuovi stimoli oppure a calciatori
rientrati dai prestiti che potrebbero tornare utili all’interno del nuovo
progetto. Se il Napoli avesse scelto un allenatore come Vincenzo Italiano,
probabilmente sarebbe stato necessario un intervento più profondo sul mercato
per adattare la squadra a un sistema di gioco completamente diverso. Con
Allegri, invece, la base esiste già e può essere valorizzata senza
stravolgimenti. Anche il discorso relativo a Romelu Lukaku va inserito in
questo contesto. È vero che per caratteristiche potrebbe essere un attaccante
funzionale al calcio di Allegri, ma bisogna considerare diversi fattori,
dall’età all’ingaggio fino alle condizioni fisiche. Il Napoli dovrà fare
valutazioni molto attente. Lukaku resta un giocatore importante, ma il club
deve guardare anche al futuro e alla sostenibilità del progetto.
In generale, credo che Allegri sia stato scelto proprio
perché capace di ottimizzare ciò che già esiste. Non mi aspetto una
rivoluzione, ma una serie di interventi mirati per rendere una rosa già molto
competitiva ancora più adatta alle esigenze del nuovo allenatore.La vera sfida
sarà trovare il giusto equilibrio tra continuità e rinnovamento, mantenendo
alta l’ambizione di una squadra che negli ultimi anni ha dimostrato di poter
competere stabilmente ai vertici del calcio italiano».
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