A cura di: Redazione
Fonte: radiopuntonuovo.it
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“,
è intervenuto Paolo Specchia, allenatore. “Pressione sull’Inter? Nel calcio esistono
due dimensioni: quella dei sogni e quella del realismo. Pensare a una rimonta
sull’Inter sarebbe qualcosa di clamoroso, quasi incredibile. Personalmente
credo sia molto difficile, però il calcio è imprevedibile e finché la
matematica lo consente è giusto provarci. Il Napoli deve continuare a fare punti
e restare lì, senza farsi troppe illusioni ma senza neanche smettere di
crederci. Prestazione contro il Cagliari? È
stata una partita brutta, probabilmente una delle meno piacevoli da vedere.
Dopo il gol iniziale il Napoli si è un po’ spento, con tanti errori tecnici
anche da parte di giocatori che solitamente non sbagliano. Il possesso palla è
stato spesso sterile, senza profondità e senza grande incisività. Mancanza di imprevedibilità? Senza
giocatori che saltano l’uomo diventa tutto più prevedibile. L’ingresso di
Alisson ha dato un po’ di vivacità, perché è uno che punta l’uomo e crea
superiorità. Ma con alcuni interpreti in campo questa caratteristica manca e il
gioco diventa troppo piatto. Atteggiamento del Cagliari? Il
Cagliari non ha fatto praticamente nulla. Zero tiri in porta, nessuna vera
aggressività. Anche quando era sotto non ha mai provato davvero a cambiare
l’inerzia della partita. Questo ha contribuito a rendere la gara ancora più
monotona e poco intensa. Errori tecnici: da cosa dipendono? Quando
manca la pressione dell’avversario e non c’è tensione agonistica, è normale
abbassare il livello di attenzione. E questo porta a errori anche banali. Se
l’avversario ti aggredisce, sei più concentrato; se invece ti lascia giocare,
rischi di rilassarti troppo. Doppio play convince? Io non sono
favorevole al doppio play. Due giocatori con caratteristiche simili rischiano
di rallentare il gioco e di non dare sbocchi offensivi. Serve più verticalità e
qualcuno che accompagni l’azione. Così si rischia di essere troppo prevedibili. Scelte di Conte? Conte è un allenatore
forte e ha le sue idee, spesso anche conservative. A volte privilegia la
sicurezza rispetto all’imprevedibilità. È una scelta legittima, ma può capitare
che così si penalizzino giocatori più estrosi, capaci di creare superiorità. Gestione dei giovani? Alcuni giocatori,
come Vergara, hanno dimostrato di poter dare tanto ma sono stati utilizzati
poco. Quando poi hanno avuto spazio, hanno fatto vedere qualità importanti.
Questo è un aspetto su cui riflettere, perché il talento va valorizzato di più. Verso Napoli-Milan? Contro il Milan servirà
una squadra diversa, più equilibrata ma anche più coraggiosa. Il doppio play
contro avversari di quel livello può essere rischioso. Servono giocatori che
attaccano la profondità e che sappiano creare occasioni.
Obiettivi finali? Il Napoli deve pensare
prima di tutto alla Champions. Poi, se davanti qualcuno rallenta, bisogna farsi
trovare pronti. L’importante è continuare a vincere, anche senza brillare,
perché alla fine contano i punti”.
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