A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”,
è intervenuto Corrado Saccone, preparatore atletico. Saccone ha analizzato le difficoltà riscontrate dal Napoli durante
l’inizio del ritiro, sottolineando come la stanchezza della stagione precedente
possa ancora incidere sul rendimento dei calciatori: «Può darsi che gli
strascichi della stagione passata non siano stati completamente smaltiti. I
giocatori potrebbero essere arrivati in ritiro con meno riposo di quello di cui
avevano bisogno. Non dobbiamo dimenticare che non sono macchine, ma esseri
umani che hanno bisogno di recuperare sia fisicamente sia mentalmente.
Probabilmente c’è ancora un residuo di stanchezza, soprattutto mentale, che può
portare stress e una performance fisica non ottimale durante gli allenamenti». L’ex preparatore ha poi spiegato i benefici del lavoro in
altura, soffermandosi anche sulle condizioni del ritiro in Val di Sole: «Il
lavoro in altura può portare benefici sotto diversi aspetti. Si scelgono queste
località anche per avere tranquillità e temperature ideali, anche se il clima
negli ultimi anni è cambiato molto. I benefici dell’allenamento in altura sono
comunque ormai confermati. Se si trovano le condizioni giuste, è un lavoro che
fa bene al fisico. Il problema è che oggi il calcio è diventato sempre più un
business e ci sono troppe amichevoli e troppe richieste di lavoro già in fase
di preparazione. A volte si va incontro agli infortuni e non si riesce a
ottimizzare il lavoro». Saccone ha poi commentato le situazioni fisiche di
David Neres e Sam Beukema, alle prese
rispettivamente con un percorso di rieducazione al ginocchio e con una
riacutizzazione di una patologia cronica al tendine d’Achille: «Ogni atleta
reagisce in modo diverso. Bisogna valutare gli interventi effettuati, le
terapie, il percorso precedente e il lavoro svolto durante la riabilitazione.
Non si possono prevedere con precisione i tempi di recupero. Lo staff di
Allegri è composto da persone competenti e saprà sicuramente accompagnare i
giocatori verso una condizione ottimale. Quantificare è sempre limitativo.
Ricordo, ad esempio, che Insigne dopo la rottura del crociato tornò in campo
dopo quattro mesi e mezzo, mentre altri giocatori hanno impiegato sei o sette
mesi. Dipende dalla risposta individuale e dalla natura del problema. Non credo
comunque che la strada sia necessariamente lunga». Il preparatore atletico ha poi difeso la scelta di
Massimiliano Allegri come nuovo allenatore del Napoli,
invitando i tifosi a superare lo scetticismo: «Qualunque allenatore sarebbe
stato scelto, ci sarebbe stato qualcuno pronto a criticarlo. Allegri ha
dimostrato di saper vincere campionati e ha una grande esperienza. Il
presidente lo avrà scelto con grande attenzione e, conoscendolo, non credo sia
una persona che prende decisioni avventate. Penso che Allegri possa riportare
serenità all’interno del Napoli. I tifosi possono stare tranquilli perché, come
dico sempre, sono i giocatori a fare l’allenatore e non il contrario. Una
squadra forte ha la possibilità di ottenere risultati e il Napoli è una squadra
competitiva e completa. Manca ancora qualcosa, ma sono convinto che Allegri
farà bene».
Infine, Saccone ha analizzato la condizione fisica dell’Argentina nella
finale del Mondiale contro la Spagna, sottolineando il peso della
fatica accumulata durante il torneo: «L‘Argentina ha sofferto molto nel
percorso verso la finale e il minutaggio accumulato finisce inevitabilmente per
incidere. In una competizione del genere ogni partita è una finale e i
giocatori devono spendere tantissime energie. Oggi non esistono più squadre
materasso: anche nazionali considerate meno quotate possono mettere in
difficoltà chiunque. L’Argentina probabilmente ha profuso troppe energie ed è
arrivata scarica all’appuntamento decisivo. La Spagna era più fresca, aveva
giocatori più competitivi e soprattutto più energie. Dopo un percorso così
lungo, se non sei completamente rigenerato, la stanchezza finisce inevitabilmente
per presentarti il conto».
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