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LUNEDÌ 20 LUGLIO 2026 - INTERVISTE

NAPOLI, SACCONE SU NERES E BEUKEMA: "NON CREDO CHE I TEMPI DI RECUPERO SARANNO LUNGHI"


Le parole dell'ex preparatore azzurro


 
     
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A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it

A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”, è intervenuto Corrado Saccone, preparatore atletico.

Saccone ha analizzato le difficoltà riscontrate dal Napoli durante l’inizio del ritiro, sottolineando come la stanchezza della stagione precedente possa ancora incidere sul rendimento dei calciatori: «Può darsi che gli strascichi della stagione passata non siano stati completamente smaltiti. I giocatori potrebbero essere arrivati in ritiro con meno riposo di quello di cui avevano bisogno. Non dobbiamo dimenticare che non sono macchine, ma esseri umani che hanno bisogno di recuperare sia fisicamente sia mentalmente. Probabilmente c’è ancora un residuo di stanchezza, soprattutto mentale, che può portare stress e una performance fisica non ottimale durante gli allenamenti».

L’ex preparatore ha poi spiegato i benefici del lavoro in altura, soffermandosi anche sulle condizioni del ritiro in Val di Sole: «Il lavoro in altura può portare benefici sotto diversi aspetti. Si scelgono queste località anche per avere tranquillità e temperature ideali, anche se il clima negli ultimi anni è cambiato molto. I benefici dell’allenamento in altura sono comunque ormai confermati. Se si trovano le condizioni giuste, è un lavoro che fa bene al fisico. Il problema è che oggi il calcio è diventato sempre più un business e ci sono troppe amichevoli e troppe richieste di lavoro già in fase di preparazione. A volte si va incontro agli infortuni e non si riesce a ottimizzare il lavoro».

Saccone ha poi commentato le situazioni fisiche di David Neres e Sam Beukema, alle prese rispettivamente con un percorso di rieducazione al ginocchio e con una riacutizzazione di una patologia cronica al tendine d’Achille: «Ogni atleta reagisce in modo diverso. Bisogna valutare gli interventi effettuati, le terapie, il percorso precedente e il lavoro svolto durante la riabilitazione. Non si possono prevedere con precisione i tempi di recupero. Lo staff di Allegri è composto da persone competenti e saprà sicuramente accompagnare i giocatori verso una condizione ottimale. Quantificare è sempre limitativo. Ricordo, ad esempio, che Insigne dopo la rottura del crociato tornò in campo dopo quattro mesi e mezzo, mentre altri giocatori hanno impiegato sei o sette mesi. Dipende dalla risposta individuale e dalla natura del problema. Non credo comunque che la strada sia necessariamente lunga».

Il preparatore atletico ha poi difeso la scelta di Massimiliano Allegri come nuovo allenatore del Napoli, invitando i tifosi a superare lo scetticismo: «Qualunque allenatore sarebbe stato scelto, ci sarebbe stato qualcuno pronto a criticarlo. Allegri ha dimostrato di saper vincere campionati e ha una grande esperienza. Il presidente lo avrà scelto con grande attenzione e, conoscendolo, non credo sia una persona che prende decisioni avventate. Penso che Allegri possa riportare serenità all’interno del Napoli. I tifosi possono stare tranquilli perché, come dico sempre, sono i giocatori a fare l’allenatore e non il contrario. Una squadra forte ha la possibilità di ottenere risultati e il Napoli è una squadra competitiva e completa. Manca ancora qualcosa, ma sono convinto che Allegri farà bene».

Infine, Saccone ha analizzato la condizione fisica dell’Argentina nella finale del Mondiale contro la Spagna, sottolineando il peso della fatica accumulata durante il torneo: «L‘Argentina ha sofferto molto nel percorso verso la finale e il minutaggio accumulato finisce inevitabilmente per incidere. In una competizione del genere ogni partita è una finale e i giocatori devono spendere tantissime energie. Oggi non esistono più squadre materasso: anche nazionali considerate meno quotate possono mettere in difficoltà chiunque. L’Argentina probabilmente ha profuso troppe energie ed è arrivata scarica all’appuntamento decisivo. La Spagna era più fresca, aveva giocatori più competitivi e soprattutto più energie. Dopo un percorso così lungo, se non sei completamente rigenerato, la stanchezza finisce inevitabilmente per presentarti il conto».