A cura di: Redazione
Fonte: Radio Punto Nuovo
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“,
è intervenuto Ciccio Marolda, giornalista. “Napoli-Torino? Non sarà una
partita facilissima, anche se resta alla portata del Napoli. Sono gare
particolari, anche per via degli orari sempre più strani del calcio moderno.
Oggi si gioca a qualsiasi ora, dalla mattina alla sera, e spesso non si riesce
nemmeno a stare dietro a tutte le partite. Il calcio ormai si è completamente
venduto agli interessi economici e ai diritti televisivi. I tifosi e gli
appassionati devono adattarsi: ci sono troppi appuntamenti, troppe gare e
diventa difficile persino seguirle tutte. Una volta riuscivo ad avere tutto sotto
controllo, adesso ci sono momenti in cui non riesci nemmeno a vedere le
partite. Il Torino? Non bisogna dimenticare che ha
cambiato allenatore e quando succede spesso la squadra ritrova nuove
motivazioni. Arriva anche da una vittoria e questo significa che l’ambiente è
diverso. È una squadra che può dare fastidio, anche se molto dipenderà dal
Napoli. Simeone grande ex? Mi viene in mente anche
Zapata, che è stato un ottimo calciatore e che in passato ho visto allenarsi
spesso da parte, fuori dalle rotazioni. Era una situazione che faceva un po’
tristezza. Poi c’è Simeone che torna al Maradona: per lui sarà sicuramente una
partita speciale. Il Napoli resta un’incognita, perché è una squadra che
arriva ancora una volta in emergenza e bisogna capire se riuscirà a mantenere
un ritmo costante durante la partita. Servirà attenzione nelle marcature e
grande concentrazione. Il Napoli quest’anno è stato costretto a convivere
con tante difficoltà, ma va dato merito a questo gruppo che si sta sacrificando
tantissimo. Sono giocatori volenterosi, che stanno dando tutto dal punto di
vista fisico per tenere la squadra in alto. Obiettivo stagionale? La partita di oggi è
importantissima perché il Napoli ha l’occasione di avvicinarsi al Milan. Se
vuoi arrivare quarto e conquistare la Champions League devi puntare il più in
alto possibile, magari anche al secondo posto. Il primo secondo me è già
assegnato da tempo. Il quarto posto resta l’obiettivo minimo ma anche massimo
per questa stagione. Significa Champions League e significa anche garantire al
club entrate economiche fondamentali. Anguissa e De Bruyne? Tornano
dopo infortuni molto importanti, quindi servirà prudenza. Quando stai fermo
così tanto tempo il rischio di ricadute è sempre dietro l’angolo. Sono
giocatori troppo importanti e bisogna gestirli con attenzione per averli al
meglio nel finale di stagione.
Futuro di Conte? Difficile fare previsioni.
Non so se lo sappiano già nemmeno lui e De Laurentiis. Personalmente credo
molto nella continuità tecnica, che è sempre un fattore positivo per una
squadra. Conte come allenatore da campo mi è piaciuto molto, soprattutto quando
ha saputo trovare soluzioni in piena emergenza e ha tenuto il Napoli in corsa
per la Champions. Quello che mi convince meno è l’idea di un Conte che debba
occuparsi di tutto, dal mercato alla gestione generale. Meglio che faccia
l’allenatore e che il resto lo gestiscano dirigenti e società”.
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