A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Giovanni Manna, direttore sportivo del Napoli, ha parlato in conferenza stampa dal ritiro di Dimaro, affrontando i principali temi legati al mercato azzurro, alla situazione della rosa e agli obiettivi della nuova stagione. Di seguito le sue dichiarazioni integrali. Dopo l'infortunio di Alessandro Buongiorno e il problema fisico che sta gestendo Beukema, il Napoli tornerà sul mercato per un difensore centrale? Restano d'attualità profili come Gila o Gatti? "L'infortunio di Buongiorno ci ha colti un po' di sorpresa, perché ritenevamo di essere coperti nel reparto con cinque centrali più Olivera. Per quanto riguarda Beukema, si porta dietro un problema già dalla scorsa stagione: sta seguendo un percorso conservativo e confidiamo di riaverlo in gruppo verso la fine del ritiro di Castel di Sangro. Attendiamo anche Olivera, che con la sua nazionale ha già ricoperto il ruolo di difensore centrale. Stiamo facendo le nostre valutazioni, perché l'assenza di Alessandro pesa molto: per noi è un giocatore di assoluto livello. Non vogliamo però prendere decisioni affrettate. Gila è un ottimo calciatore, come tanti altri che seguiamo: monitoriamo costantemente il mercato e continueremo a farlo fino alla chiusura della sessione". Con Massimiliano Allegri è iniziato un nuovo ciclo. Quali saranno gli aspetti su cui bisognerà lavorare maggiormente, soprattutto nella gestione quotidiana del gruppo? "Il confronto con il mister è continuo, praticamente viviamo il lavoro fianco a fianco ogni giorno. Allegri è molto motivato e concentrato: arriva da una stagione in cui, per la prima volta, non è riuscito a raggiungere il traguardo prefissato e ha tanta voglia di ripartire. Crediamo di avere una rosa competitiva, costruita per arrivare fino in fondo in tutte le competizioni, anche se l'infortunio di Buongiorno sta inevitabilmente incidendo sulle nostre valutazioni. Per quanto riguarda metodologia e gestione del gruppo, sono aspetti che competono all'allenatore. Ognuno ha il proprio modo di lavorare e non ha senso fare confronti con il passato. In questo momento il mister sta conoscendo sempre meglio la squadra, ma aspettiamo ancora il rientro dei nazionali e di Olivera, che potrebbe rappresentare una soluzione importante anche in difesa". La linea resta quella di un acquisto soltanto a fronte di una cessione? C'è il rischio di indebolire la squadra? "Gli obiettivi del Napoli restano invariati e non credo si possa parlare di ridimensionamento. Dobbiamo però mantenere un equilibrio economico, soprattutto dopo gli investimenti importanti effettuati nelle ultime due stagioni. L'anno del primo Napoli di Conte è stato affrontato senza gli introiti della Champions League e il costo del lavoro è aumentato sensibilmente. Per questo motivo siamo chiamati a fare delle scelte, anche se non è semplice in un mercato italiano che, al momento, si è mosso poco, fatta eccezione per la Fiorentina. Siamo convinti del valore della rosa che abbiamo a disposizione. Naturalmente ogni squadra può migliorare, ma oggi non avrebbe senso prendere un giocatore solo per completare l'organico: deve essere un calciatore in grado di alzare realmente il livello. Lo scorso anno abbiamo affrontato una situazione complessa, oggi siamo sereni e faremo le valutazioni necessarie insieme all'allenatore, anche perché il gruppo è numeroso". Si continua a parlare del futuro di Lukaku, della situazione contrattuale di Anguissa e del ruolo di Milinkovic. Qual è il punto? "Per Anguissa abbiamo esercitato l'opzione prevista dal contratto. È un giocatore fondamentale per il Napoli e non vedo alcuna urgenza nel rinegoziare l'accordo. Più avanti parleremo con lui e capiremo insieme quale sarà la strada migliore, ma non è assolutamente un calciatore sul mercato. La scorsa stagione è rimasto fuori per oltre tre mesi e la sua assenza si è fatta sentire, perché prima dell'infortunio era stato determinante. È uno dei pilastri da cui ripartiamo e sono convinto che, vista anche la sua intelligenza, non ci saranno problemi nel trovare un'intesa. Lukaku è in vacanza: conosciamo il periodo che ha vissuto sia dal punto di vista personale sia professionale. Ha disputato un buon Mondiale, pur senza giocare sempre, e quando rientrerà faremo tutte le valutazioni del caso. Abbiamo investito molto su Hojlund e dovremo trovare il giusto equilibrio. Per quanto riguarda Milinkovic, sarà l'allenatore a stabilire le gerarchie e successivamente prenderemo le decisioni opportune". Kevin De Bruyne raggiungerà il gruppo il 5 agosto. Avete già parlato con lui? Il suo rientro influenzerà le strategie di mercato? "Non c'è alcuna decisione da prendere. De Bruyne ha firmato un contratto di due anni con opzione, fa parte del progetto Napoli e la società sa perfettamente come gestire queste situazioni. Lo scorso anno è stato condizionato da un infortunio, ma quando è stato disponibile ha dato il suo contributo. È stato un investimento importante sia dal punto di vista economico sia per il prestigio che porta con sé. Ha reso meno di quanto tutti si aspettassero a causa dei problemi fisici, ma resta un campione. Personalmente non ho apprezzato alcune sue dichiarazioni, ma ne parleremo direttamente con lui senza alcun problema. Al suo arrivo si metterà a disposizione dell'allenatore come tutti gli altri: non c'è nulla da decidere sul suo futuro". Ha parlato della necessità di riequilibrare i conti dopo gli investimenti delle ultime stagioni. Questo influenzerà il mercato del Napoli? "Negli ultimi anni abbiamo investito tanto perché il club aveva la possibilità di farlo e resta una società solida. Essere economicamente sani, però, significa anche rispettare determinati parametri. Lo abbiamo dimostrato già a gennaio, quando abbiamo chiuso un mercato a saldo zero riuscendo comunque a inserire due buoni calciatori. Esistono regole UEFA che impongono un equilibrio tra costi e ricavi e in questo momento dobbiamo rientrare entro quei limiti, dimostrando che stiamo seguendo quella direzione. L'obiettivo è mantenere una squadra competitiva senza perdere di vista la sostenibilità. Il costo della rosa non riguarda solo gli stipendi, ma anche ammortamenti e oneri accessori: una cessione incide su tutti questi aspetti". Il nome di Zeballos continua a essere accostato al Napoli. È un obiettivo concreto? "È un giocatore che mi piace molto. La sua crescita è stata rallentata dagli infortuni, ma resta un profilo di qualità. Come lui ce ne sono diversi che seguiamo da tempo, anche negli ultimi sei-otto mesi. Il mercato, però, cambia continuamente e le situazioni possono evolversi. Se ci saranno le condizioni proveremo a prenderlo, altrimenti no. Se dovremo aspettare, lo faremo. Fa parlare molto perché gioca nel Boca Juniors ed è in scadenza, ma in questo momento siamo concentrati anche sulla situazione legata a Buongiorno, che inevitabilmente ci impone ulteriori riflessioni". Il vice Di Lorenzo resta una priorità oppure le valutazioni sono cambiate? Favasuli è ancora un'opzione? "È un argomento che torna spesso. Pasquale ha dimostrato di essere un uomo e un calciatore molto importante per questa squadra. Abbiamo fatto diverse valutazioni su quel ruolo, ma bisogna tenere presente anche le liste, perché non possiamo permetterci di lasciare giocatori fuori dal progetto continuando a sostenerne il costo. Favasuli è un prospetto interessante e rispecchia i parametri che ricerchiamo, ma in quella posizione abbiamo uno dei migliori interpreti italiani, che gioca praticamente sempre. Per questo dobbiamo valutare con attenzione ogni scelta. Se dovessimo intervenire, probabilmente lo faremo nella parte finale del mercato". Questa è la sessione di mercato più complicata della sua carriera? "Ogni sessione presenta difficoltà diverse. Nel mio primo anno abbiamo lavorato per consolidare la squadra inserendo giocatori subito titolari, arrivati soprattutto nella fase finale del mercato. L'anno scorso abbiamo dovuto allungare la rosa per esigenze precise e, allo stesso tempo, ringiovanirla: il più esperto tra i nuovi era Beukema, classe 1998, mentre gli altri erano tutti nati tra il 2000 e il 2003. Quest'anno poteva essere l'occasione per investire ancora su giovani di prospettiva, ma dovremo adattarci alle esigenze del momento. La scorsa estate sono arrivati nove acquisti e molti l'hanno definita un'ottima campagna trasferimenti. Oggi crediamo di avere una squadra forte, sulla quale continuare a lavorare e crescere". Il Napoli ha segnato soltanto 58 gol nella scorsa stagione. Come si può migliorare il rendimento offensivo? "McTominay ha garantito 13-14 reti, Anguissa era partito molto bene prima dell'infortunio, mentre Neres ci è mancato parecchio. Hojlund ha giocato praticamente sempre senza avere il tempo di recuperare fisicamente. Abbiamo inserito Giovane, rientra Lang e c'è anche Alisson, che ha realizzato quattro gol. Il miglioramento passa attraverso la crescita dei singoli e del lavoro quotidiano. Le modalità spettano all'allenatore, ma è evidente che migliorare ulteriormente giocatori come Neres, Politano, Hojlund, Lucca, Lukaku, Alisson o Lang significherebbe investire cifre enormi. Noi siamo convinti di avere un patrimonio tecnico e umano di valore, con ampi margini di crescita". Qual è la valutazione del Napoli su Lorenzo Lucca e sul suo futuro? "Dal punto di vista tecnico Lorenzo possiede qualità importanti: sa calciare con entrambi i piedi, è rapido, forte nel gioco aereo e ha caratteristiche che riteniamo di alto livello. Allo stesso tempo ci sono aspetti nei quali deve ancora crescere e lui ne è pienamente consapevole. Il passo successivo dipenderà soprattutto da lui, mentre noi faremo tutto il possibile per accompagnarlo nel suo percorso. Abbiamo investito una cifra importante perché crediamo nelle sue potenzialità. Ha realizzato 14 gol con l'Udinese e, prima del suo arrivo, era il vice Kean in Nazionale. Ora tocca a lui dimostrare di meritare la maglia del Napoli. Non tutti i calciatori hanno lo stesso percorso di crescita: alcuni hanno bisogno di più tempo, come è accaduto anche ad altri giocatori. È un ragazzo del 2003 e va lasciato lavorare con serenità. Purtroppo ieri si è infortunato dopo una prova comunque positiva e resterà fuori per un paio di settimane. Dovrà avere pazienza, sapendo che la società continua ad avere piena fiducia in lui". Il rapporto con Massimiliano Allegri è molto solido. Nell'anno del centenario c'è un colpo di mercato che sogna di realizzare? E quale acquisto delle ultime stagioni l'ha soddisfatta maggiormente? "Con Allegri esiste un rapporto di grande stima che va oltre il lavoro, ma questo non influenza le nostre decisioni. La cosa fondamentale è condividere la stessa visione: quando società e allenatore remano nella stessa direzione, tutto diventa più semplice. Sul colpo di mercato preferisco non sbilanciarmi, oppure tenermelo per me. Siamo davvero convinti di avere una squadra competitiva. Nella scorsa stagione abbiamo investito quasi 200 milioni di euro e portato a Napoli dieci nuovi calciatori. È normale che qualcuno abbia bisogno di più tempo per inserirsi. Se devo citare un acquisto, è facile fare il nome di McTominay, ma ricordo con piacere anche Spinazzola, che è stato il primo a firmare. Vale comunque lo stesso discorso per chi sta incontrando maggiori difficoltà: ogni giocatore ha il proprio percorso". Il gruppo storico può trovare nuovi stimoli con l'arrivo di Allegri e il ritorno in Champions League? "Parliamo di un gruppo formato da ragazzi seri, professionisti esemplari e con valori umani importanti. Se negli ultimi quattro anni sono arrivati due Scudetti, una Supercoppa e un quarto di finale di Champions League, significa che questo nucleo ha qualità non solo tecniche ma anche caratteriali. L'età media è di circa 29 anni e mezzo, quindi non credo si possa parlare di fine ciclo. C'è ancora tanto da dare. Personalmente considero positiva la scorsa stagione, anche se qualcuno la giudica diversamente perché si poteva fare di più in Coppa Italia o restare in corsa per il campionato fino alla fine, pur riconoscendo la superiorità dell'Inter. Questi giocatori restano fondamentali per il Napoli e hanno sempre dimostrato un forte senso di appartenenza. La Champions rappresenta uno stimolo importante: ci siamo adattati a questa competizione e vogliamo migliorare il percorso, cercando almeno di raggiungere i playoff o gli ottavi di finale". Il campionato è ormai vicino. Tra l'assenza di Buongiorno e i dubbi legati a Lukaku, pensa che il Napoli riuscirà a risolvere tutto prima dell'inizio della stagione? "Non vedo particolari criticità. Abbiamo acquistato un attaccante per circa 50 milioni di euro, disponiamo di alternative valide e c'è anche Lukaku, che rientrerà e con il quale faremo tutte le valutazioni necessarie. Al momento non credo che arriverà un altro centravanti. In difesa, invece, siamo numericamente più corti: attendiamo il recupero di Olivera, valuteremo le condizioni di Beukema e poi prenderemo le decisioni più opportune". Dopo la prima settimana di ritiro, che valutazioni state facendo su Lindstrom, Folorunsho e Obaretin? "L'assenza dei nazionali ci ha portato a completare il gruppo con calciatori che sono comunque di proprietà del Napoli. Lindstrom arriva da una stagione complicata a causa degli infortuni e lo stiamo osservando in una posizione che riteniamo più adatta alle sue caratteristiche. Folorunsho conosce già l'ambiente, avendo lavorato con noi nei sei mesi precedenti, e può rivelarsi utile. Era giusto concedere all'allenatore il tempo di valutarli da vicino. Per quanto riguarda Obaretin, invece, la nostra intenzione è quella di mandarlo a giocare con continuità". Quali sono i programmi del Napoli per i giovani Prisco e Rao? "Rao è probabilmente uno dei talenti più interessanti emersi nell'ultima Serie B. La nostra intenzione è quella di mandarlo a giocare con continuità, perché tenerlo qui per poche presenze rischierebbe soltanto di rallentare il suo percorso di crescita. Crediamo abbia prospettive importanti anche in ottica futura per il Napoli, ma adesso è giusto che trovi spazio e dimostri il suo valore. Prisco, invece, rappresenta uno dei prodotti del nostro settore giovanile, così come Vergara. Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto con lui: nella scorsa stagione è rimasto stabilmente con la prima squadra, mostrando qualità interessanti. È un ragazzo a cui teniamo molto. Valuteremo nelle prossime settimane se lasciarlo con noi, magari in Primavera, oppure permettergli di fare esperienza altrove. C'è ancora tempo per decidere". Quali sensazioni sta lasciando il ritiro di Dimaro? "Stiamo lavorando bene. Intanto qui si respira un clima piacevole... e c'è anche un po' di fresco (ride, ndr). Il mister è soddisfatto e il gruppo è ormai abituato a questo tipo di preparazione. Attorno alla squadra c'è sempre grande entusiasmo e questo fa sicuramente piacere. Il ritiro è ancora lungo, poi ci trasferiremo a Castel di Sangro per proseguire il lavoro. L'auspicio è quello di continuare su questa strada anche negli anni futuri".
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