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MERCOLEDÌ 14 OTTOBRE 2026 - NEWS

LUCCA, LA RIPARTENZA CHE NON ARRIVA: NEPPURE LA FIDUCIA DI ALLEGRI HA CANCELLATO LE DIFFICOLTÀ


I numeri raccontano una partenza senza slancio


 
     
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A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it

Il sostegno dell’allenatore c’è, il gol continua a mancare. Lorenzo Lucca vive un inizio di stagione sospeso tra la possibilità di ritrovare spazio nel Napoli e la difficoltà di trasformare le occasioni ricevute in un contributo concreto. L’arrivo di Massimiliano Allegri avrebbe dovuto aiutarlo a recuperare terreno dopo una prima esperienza azzurra deludente. Per ora, però, il cambiamento in panchina non ha prodotto quella svolta che il centravanti e la società aspettavano.

Il problema non può essere ridotto alla casella delle reti segnate. A pesare è soprattutto la distanza tra le qualità mostrate all’Udinese e l’incisività ancora insufficiente nel nuovo contesto. Lucca deve ritrovare una collocazione, guadagnare continuità e convincere di poter essere qualcosa di più di un’alternativa da utilizzare a partita iniziata. Allegri gli sta offrendo protezione e opportunità, ma la fiducia del tecnico ha bisogno di incontrare risposte sul campo.

I numeri raccontano una partenza senza slancio

Nelle prime sei giornate di Serie A, Lucca è entrato in campo sei volte senza mai partire titolare. Il bilancio offensivo è rimasto fermo a zero gol e zero assist, con tre conclusioni complessive e una sola indirizzata nello specchio della porta.

Il minutaggio impone prudenza nel giudizio: sommando i suoi ingressi si arriva a circa due ore di gioco. Non è una quantità sufficiente per valutare definitivamente una stagione, né sarebbe corretto confrontarla senza distinzioni con quella di un attaccante impiegato regolarmente dall’inizio. Tuttavia, la scarsa produzione di tiri rappresenta un elemento significativo. Prima ancora della precisione sotto porta, manca la frequenza con cui un centravanti riesce a rendersi pericoloso.

Le apparizioni contro Fiorentina e Frosinone gli hanno concesso spezzoni più consistenti rispetto alle prime uscite, senza portare allo sblocco. Il tema, dunque, non riguarda soltanto l’attesa del primo gol: riguarda la capacità di lasciare un’impronta riconoscibile anche quando il tempo a disposizione è limitato. Il Napoli in particolare sta trovando difficoltà enormi a concretizzare il gioco offensivo e anche la classifica al momento non brilla. Nonostante questo, la squadra di Allegri è comunque considerata come una delle potenziali favorite per il posto in Champions League secondo le quote presenti su portali autorizzati come NetBet.it.

Il precedente azzurro rende più pesante ogni occasione

La difficoltà attuale si inserisce in una storia recente che aveva già sollevato interrogativi. Nella prima parte della scorsa stagione con il Napoli, Lucca aveva segnato una sola rete in campionato e una in Coppa Italia, prima del trasferimento in prestito al Nottingham Forest.

Il ritorno in azzurro ha così assunto il significato di una seconda possibilità. Non una semplice prosecuzione del percorso, ma un tentativo di recuperare un investimento importante e un attaccante che aveva dimostrato di poter incidere in Serie A.

All’Udinese, nell’ultima stagione prima del trasferimento, aveva raggiunto quota dodici gol in campionato. Un risultato che spiega perché il Napoli avesse individuato in lui un profilo da valorizzare. Il confronto con quel rendimento rimane inevitabile, ma va interpretato considerando anche il cambiamento delle responsabilità: essere un riferimento offensivo abituale e dover conquistare spazio attraverso gli ingressi dalla panchina sono condizioni profondamente diverse.

La sfida di Lucca è dimostrare di poter essere efficace anche nella seconda situazione, senza aspettare che il contesto riproduca esattamente quello nel quale aveva trovato continuità.

Allegri lo protegge, ma la svolta deve ancora arrivare

Allegri continua a difendere pubblicamente il centravanti. Nelle dichiarazioni più recenti ha richiamato le qualità mostrate a Udine, ricordato i segnali positivi del precampionato e sottolineato la sua disponibilità verso i compagni. Dopo la vittoria sul Frosinone, ha inoltre insistito sulla necessità di sostenerlo e di fargli sentire la stima del gruppo.

È un approccio che prova a evitare una progressiva marginalizzazione. Il tecnico considera Lucca una risorsa della rosa e ha indicato in lui e Hojlund i riferimenti principali per il ruolo di centravanti.

Queste parole, però, non cancellano il problema del rendimento. Possono creare condizioni più favorevoli, alleggerire la pressione e mantenere aperta una possibilità. Il passaggio successivo spetta al giocatore: trasformare il sostegno in giocate utili, occasioni e maggiore affidabilità.

Sarebbe altrettanto sbagliato ignorare la valutazione dell’allenatore e descrivere ogni sua prestazione come priva di valore. Allegri ne riconosce l’impegno e l’atteggiamento. La questione è che questi aspetti, pur necessari, non bastano ancora a compensare la ridotta incisività offensiva.

Il centravanti deve incidere prima del gol

Sul piano tattico, il recupero di Lucca potrebbe partire da compiti semplici e riconoscibili. Un attaccante con le sue caratteristiche fisiche può offrire un riferimento per risalire il campo, proteggere un pallone sotto pressione e favorire l’avanzamento dei compagni.

Sono possibilità di utilizzo, non benefici automatici. L’altezza non garantisce da sola la superiorità nei duelli, così come la presenza al centro dell’area non assicura che un cross diventi un’occasione. Servono il tempo del movimento, una posizione vantaggiosa rispetto al difensore e un’esecuzione pulita.

Per guadagnare fiducia, Lucca dovrebbe rendere più frequenti proprio queste azioni: una sponda che permette alla squadra di avanzare, un pallone conservato invece di perso, un movimento che libera spazio per un inserimento. Il gol resta il contributo più evidente, ma un centravanti può costruire la propria utilità anche prima di segnare.

Questo passaggio avrebbe un valore concreto nelle gerarchie. Un allenatore può concedere più minuti a un attaccante ancora a secco se riconosce nel suo lavoro un vantaggio stabile per la squadra.

La concorrenza con Hojlund e la ricerca di un ruolo

La presenza di Hojlund obbliga Lucca a rendere chiaro ciò che può aggiungere all’attacco. Per ottenere spazio non basta proporsi come sostituto: bisogna offrire una soluzione che il tecnico consideri utile in determinate partite o fasi di gioco.

Un possibile percorso passa dalla complementarità. In un eventuale impiego insieme, Lucca potrebbe occupare centralmente i difensori e fungere da riferimento, lasciando al compagno maggiore libertà di attaccare altri spazi. È un’ipotesi tattica che richiederebbe equilibrio, distanze corrette e un sostegno adeguato da parte del centrocampo.

L’altra strada riguarda l’efficacia da subentrato. Entrare nel finale significa adattarsi rapidamente a una partita già definita nei ritmi e negli equilibri. Può essere necessario aiutare a conservare il possesso, oppure aumentare la presenza offensiva contro una difesa raccolta. Sono richieste differenti, e la crescita passa anche dalla capacità di interpretarle senza affidarsi esclusivamente alla ricerca del pallone decisivo.

La fiducia va trasformata in continuità

Il rischio maggiore è che ogni ingresso venga vissuto e giudicato come un esame definitivo. Una singola occasione sbagliata non dimostra l’inadeguatezza di un attaccante, così come un gol isolato non risolve automaticamente tutti i suoi problemi.

Per questo la ripartenza dovrebbe essere valutata attraverso una sequenza di segnali: maggiore partecipazione, più conclusioni, duelli gestiti meglio e un contributo ripetibile. Solo una crescita distribuita su più partite può rendere credibile il rilancio.

Lucca non ha ancora trovato la nuova linfa che il cambio di allenatore lasciava sperare. Il digiuno e la limitata pericolosità mantengono aperti i dubbi, mentre Allegri continua a garantirgli sostegno. La possibilità di recuperare terreno esiste, ma ora deve diventare visibile: nelle azioni che aiutano il Napoli e, finalmente, nei palloni che arrivano in rete.