A cura di: Redazione
Fonte: Radio Punto Nuovo
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“,
è intervenuto Angelo Bonfrisco, ex arbitro. “Napoli-Verona? Purtroppo non è la prima
volta che, quando in pochi secondi avvengono due o tre episodi consecutivi, si
vada in confusione. Spesso si dà attenzione a un solo particolare, trascurando
il resto dell’azione. Il fallo di mano di Buongiorno? Se
analizziamo esclusivamente il tocco di braccio, allora sì, possiamo parlare di
fallo di mano e di calcio di rigore. Ma prima c’è un intervento evidente: il
giocatore del Verona salta in anticipo e, nella fase di discesa, colpisce
Buongiorno tra viso e collo. Questo episodio non può essere ignorato. Il VAR
può anche richiamare l’arbitro, ci sta. Ma quando lo fa deve valutare tutto.
Non puoi fermarti solo al tocco di mano e trascurare il fallo precedente.
Rivedendo l’azione, la decisione più corretta sarebbe stata un fallo a favore
della difesa del Napoli. Dare un rigore così non solo cambia la vita di
una gara, ma fa perdere credibilità tecnica. Se vai al VAR e non riesci a
uscire con la verità di campo, il problema diventa serio. C’è una forbice
talmente piccola nelle votazioni che basta pochissimo per migliorare o
peggiorare la graduazione di un arbitro. Questa forbice dovrebbe essere molto
più ampia per dare reale credibilità alle valutazioni. Voto ‘ottimo’ assegnato a Marchetti?
Probabilmente Rocchi ha attribuito tutta la responsabilità all’intervento del
VAR. Il tocco di mano è talmente impercettibile che dal campo è quasi
impossibile da vedere, quindi non è stata data responsabilità all’arbitro di
campo. La valutazione, quindi, è andata su tutto il resto della direzione.
Capite quanto sia complicato comprendere anche dall’esterno come vengano fatte
queste valutazioni. Evidentemente Rossi ha considerato positiva la prestazione
complessiva, ma dal punto di vista giornalistico la percezione è molto diversa.
Se si leggono i giornali o si seguono le trasmissioni, oggi si parla molto male
dell’arbitraggio di Napoli-Verona e anche di Lazio-Fiorentina. Anche lì si
aprirebbe una parentesi enorme.
Siamo passati da un periodo in cui ogni tocco di mano era
rigore, a una fase in cui si guardava più alla dinamica. Adesso sembra che si
torni indietro. Questo continuo cambio di interpretazione non aiuta nessuno.
Non vedo arbitri sciolti quando fanno l’annuncio. C’è paura di sbagliare
termine e a volte vengono usate espressioni tecnicamente scorrette. Dire che un
tocco è punibile perché interrompe un tiro verso la porta non ha alcun
fondamento regolamentare. È diventato tutto complicato. La tecnologia dovrebbe
aiutare, ma se viene utilizzata male rischia di far perdere di vista
l’essenziale. Molte volte l’arbitraggio è più semplice di quanto sembri”.
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