TORNA IN HOMESOCIETA'SQUADRASTAGIONECalciomercatoSTATISTICHECONTATTI



MERCOLEDÌ 11 MAGGIO 2022 - STAMPA

IL PARADOSSO DEL VAR: LA TECNOLOGIA ‘CONTRO’ GLI ARBITRI: INSOFFERENZA O INCAPACITÀ?


Dalla CAN saranno dismessi 10 arbitri


 
     
0


A cura di: Maria Villani
Fonte: Corriere dello Sport

Il paradosso del VAR, fase tre. Rapidamente, in successione: all’origine, presentato come aiuto per un arbitro; nel mezzo, mal utilizzato e dunque erroneo; adesso strumento che fa sbagliare l’arbitro. L’ultimo esempio, la Roma, che giustamente adesso si sente nel mirino (a Trigoria non si capacitano: perché Medel la scorsa settimana no e Karsdorp lunedì sera a Firenze sì?). Insofferenza verso lo strumento meccanico? O, più semplicemente, incapacità? Il problema è serio, tanto che qualcuno ha pensato che si stesse remando contro (addirittura al designatore, Rocchi, che invece gode della stima e dell’appoggio di tutti i suoi arbitri, anche quelli che hanno sbagliato clamorosamente). Ma come tutti i problemi seri, ha più di un padre: sicuramente, aver lasciato solo Rocchi nelle fasi cruciali della stagione, non è servito alla causa. Dalla nuova governance di Trentalange, al di là della conferma per la prossima stagione, si sono spese più parole per il doppio tesseramento, gli arbitri-donna (ci arriveremo parlando della Ferrieri Caputi) e il corso per gli addetti agli arbitri appena concluso (dove alcuni dei corsisti erano più preparati dei docenti AIA) piuttosto che testimoniare una reale difesa per il lavoro del designatore (che in estate Gravina propose - diciamo caldamente - invece del duopolio Braschi-Messina) e della sua squadra (Gervasoni, Manganelli, Di Liberatore). In questo Nicchi (occhio che l’alibi della sua gestione sta finendo), con tutti i suoi limiti, aveva altro spessore. Ma c’è anche un altro aspetto: il responsabile del VAR, colui che in pratica dorme a Lissone, dove la Lega ha messo a disposizione degli arbitri italiani un gioiellino futuristico (e anche... costoso), è Alessandro Stagnoli, che non è nella commissione CAN e il VAR, da assistente quando era in campo, non sapeva neanche cosa fosse. Nulla di personale. Ma è come chiedere ad un non medico di diventare primario. Anche in questo, le scelte dei vertici dell’Associazione non sono state lungimiranti. 

Rivoluzione

Ci vorrebbe una rivoluzione, un vero responsabile VAR (uno come Damato, ma è stato allontanato post elezione; c’è l’opzione Mazzoleni, che potrebbe fare l’uno e l’altro), un altrettanto rappresentativo responsabile dei rapporti con le società (il lavoro di Giannoccaro pare non abbia raccolto grandi proseliti fra i club), un giro di vite ai giudizi della CON (altro fallimento), per far crescere davvero gli arbitri. Una rivoluzione che, al momento, si limita alle promozioni e alle dismissioni, con scelte praticamente fatte. Dalla CAN saranno dismessi 8 arbitri (ne arriveranno 5 dalla C), 10 assistenti (7 dal piano di sotto più tre arbitri fra coloro che chiederanno di fare il corso) e 8 VMO (Video Match Officials) che si aggiungeranno ai 4 VAR Pro.  

Scelte

La coda lunga dello scandalo dei rimborsi potrebbe avere, subito o nell’immediato futuro (leggi: ricorsi) un suo peso. Dalla Can sicuri dismessi Giacomelli (ha preso più di 12 mesi di squalifica), Pasqua (idem) e Calvarese (s’è dimesso ad inizio stagione). C’è poi il caso di Ivan Robilotta, che ha vinto una battaglia storica al CONI e che Rocchi ha valutato nelle tre gare di B fin qui dirette: al momento, fuori per motivi tecnici, questi interessano il designatore, le ossessioni politiche non gli appartengono. Sempre per motivi tecnici, rischiano Abbattista, Di Martino e Meraviglia, in lotta con Paterna e Minelli (ma per quest’ultimo - reintegrato come Baroni dall’AIA senza una reale motivazione giuridica, dopo aver perso tutti i gradi della giustizia sportiva - potrebbero esserci altri tremila motivi perché si salvi). C’è poi il caso che riguarda La Penna, che da ieri è tornato a disposizione di Rocchi dopo aver scontato la sua squalifica. Dalla C al momento dovrebbero salire i primi cinque in graduatoria: Rutella, Gualtieri, Ferrieri Caputi (un rischio: ha solo 22 gare in C, ma pare che la Fifa l’abbia in qualche modo caldeggiata altrimenti l’Italia resterebbe senza rappresentante ai prossimi Mondiali), Perenzoni e Feliciani, più due outsider, Maranese (male che vada però avrebbe già la deroga in tasca) e Cascone (lui più in forse).