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GIOVEDÌ 19 FEBBRAIO 2026 - INTERVISTE

HOJLUND: “BERGAMO SPECIALE, MA VOGLIO VINCERE COL NAPOLI. CONTE MI HA CAMBIATO”


"Sono cresciuto con Conte, ora sogno la Champions col Napoli”


 
     
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A cura di: Redazione
Fonte: Il Mattino

Lunga interevista di Rasmus Hojlund rilasciata al quotidiano Il Mattino. Di seguito alcuni passaggi raccolti per voi lettori.

Domenica torna a Bergamo, in casa del suo primo amore italiano. Che partita sarà?

«L’Atalanta mi è rimasta nel cuore, ho vissuto una stagione indimenticabile. Ma ora è Napoli che amo. Mi sto godendo quest’anno e sappiamo che ci aspetta una partita importante, sia per noi che per loro. E che noi proveremo a vincere, come ogni partita che giochiamo».

È contento di quello che fino ad adesso ha fatto vedere nel Napoli?

«Credo che stia andando tutto come era nelle previsioni, che la mia sia una buona stagione. Ho giocato parecchie partite, sono stato coinvolto in molti gol e aiutato la squadra in ogni aspetto possibile. Mancano due mesi e mezzo e tredici partite al termine del campionato e continuerò a dare il massimo per aiutare la squadra a raggiungere il traguardo più alto possibile».

Quanto è migliorato con Conte? Ora si sente un attaccante più completo?

«Ho ancora tante cose da imparare e sono certo che Conte è l’allenatore giusto per farmi crescere in tanti aspetti. Come è già successo. È vero, rispetto al Rasmus di agosto sono un calciatore diverso, sto ancora migliorando e anche se non sono giovanissimo, sono sicuro di avere ancora molti margini. Io ascolto Conte, lavoro tanto con lui in allenamento».

Quanto è importante conquistare un posto in Champions?

«Il Napoli appartiene al club delle grandi squadre. Sappiamo che conquistare la qualificazione alla Champions è importante per noi come squadra e sotto l’aspetto finanziario per la nostra società. Ma sappiamo anche che i tifosi sognano di tornare a giocare quella competizione».

Come è cambiato il Rasmus di Napoli da quello di Bergamo?

«Ho imparato molto e sono più maturo. Sono più forte fisicamente e il modo in cui gioco è migliorato tanto. Quando ero a Bergamo, ero impaziente, volevo ottenere tutto velocemente. Pressavo tutto il tempo, come se non avessi una seconda possibilità. Ora gestisco meglio le mie energie, Conte mi guida con costanza. Presso sempre forte perché è quello che mi chiede il mister, ma cerco di conservare energie per usarle al momento opportuno».

Senza tutti questi infortuni, dove poteva essere il Napoli?

«Chi può dirlo? Ma abbiamo dimostrato di avere comunque molti giocatori all’altezza. Per esempio Vergara che è una scoperta degli ultimi tempi, ma sta facendo molto bene. Ci sono aspetti positivi e negativi: per esempio mi sarebbe piaciuto molto giocare con De Bruyne tutta la stagione, ma il calcio funziona così. Non si può programmare qualcosa prima dell’inizio della stagione. Non posso dirvi dove saremmo ma avrebbe aiutato la squadra avere avuto tutti in salute: ma non so se saremmo ora più vicini all’Inter o tra le sedici migliori d’Europa».

Chi è Antonio Conte

«Mentalmente fortissimo, sono affascinato dalla sua mentalità: è appassionato, feroce. Ed è un vincente. Anzi: un serial winner, un vincitore seriale. E se non vince lo capiamo subito che non abbiamo vinto...».

Con chi ha legato nello spogliatoio?

«Siamo un buon gruppo, anche il mio italiano sta migliorando (e lo dice parlando in italiano, ndr). Poi, chiaro, conosco McTominay dai tempi di Manchester, le nostre fidanzate sono amiche. E quindi è più facile fare gruppo: ma anche con Gilmour, Buekema, Spinazzola e Buongiorno abbiamo creato una grande armonia. Scott mi è stato vicino a Old Trafford nell’ambientarmi, nello spiegarmi le cose del mondo United. E qui ha fatto lo stesso, è sempre al mio fianco, so di poter contare su di lui».

In Italia lo scudetto è nelle mani dell’Inter?

«39 punti ancora in palio non sono pochi. E secondo me togliere già il Milan dalla corsa sarebbe un errore. Nulla è già scritto nelle stelle, tutto può succedere ancora: perché tutti possono avere ancora gli stessi infortuni che abbiamo avuto noi. Ma l’Inter è molto avanti, ha un buon allenatore e una rosa formidabile».

Le ha dato fastidio la simulazione di Bastoni?

«Io non voglio dire altro rispetto a quello che è stato detto. Non tocca a me giudicare, io gioco a calcio e so che gli arbitri a volte sbagliano e altre volte ci prendono».

Come va migliorato, a suo avviso, l’utilizzo del Var?

«Purtroppo fino ad adesso io sono stato sfortunato ma io non voglio prendere il posto degli arbitri e non voglio insegnare a loro come fare il mestiere. Io ho la mia opinione, io non sono video assistente, io devo andare avanti e sperare solo che siano più buoni con me».