A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Secondo La Gazzetta dello Sport, ci sono partite che
segnano una stagione più del risultato. Per il Napoli di Conte fu lo 0-3 subito
al Maradona contro l’Atalanta: una gara dominata dai duelli a tutto campo e
dalle ripartenze di Gasperini, che inflissero al tecnico la prima sconfitta
davanti ai suoi tifosi. Un ko pesante, ma rivelatore: Conte capì quanto lavoro
servisse per alzare il livello della squadra. Da quel momento il Napoli crebbe partita dopo partita, fino
alla gara di ritorno, quando il tecnico trovò la chiave per neutralizzare
l’aggressività della Dea. Nessuna rivoluzione tattica, solo un principio: cambiare
continuamente posizione e lato di gioco per togliere riferimenti agli
avversari. Una strategia resa possibile dal movimento instancabile di Neres,
Politano e Anguissa, decisivi nell’aprire spazi e creare occasioni.
La Roma di oggi non è ancora solida come l’Atalanta di
Gasperini dopo nove anni di lavoro, ma — sottolinea il quotidiano — alcuni
meccanismi “gasperiniani” iniziano già a vedersi.
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