A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Il Presidente De Laurentiis, nel giorno del suo 77esimo
compleanno, ha parlato in conferenza stampa congiunta, accanto a mister Conte, alla
fine del match contro l'Udinese. Ecco quanto evidenziato da Napolicalcionews.it,
partendo dalla domanda sulla fatidica sconfitta nella partita di andata contro
il Bologna, uno spartiacque della stagione azzurra, per poi rispondere alle domande sul futuro del Napoli. “Può capitare a tutti quanti di avere un momento di forte
delusione e quindi probabilmente Antonio Conte in quel momento avrà pensato: «ma
forse è una piazza che pretende troppo da me. Io sono bravissimo però non posso
fare miracoli». Al che io mi ricordo che lo pregai di prendersi una settimana
sabbatica e gli dissi: «stai tranquillo a casa, riposati». Perché uno deve
creare anche una barriera con il proprio cervello. Poi io mi ricordo anche che
un mese fa lui mi ha chiamato e mi ha chiesto di incontrarci. Mi disse: «Caro Aurelio tu lo sai, siamo amici – ed è vero
perché la nostra amicizia è cominciata alle Maldive una quindicina d’anni fa,
poi ci siamo continuati a sentire – ma sai che i cicli finiscono anche
anticipatamente». Io gli risposi: «qui per me è casa tua, però capisco se tu
non ti senti più sereno. Non con Napoli, non con la città, ma con la modalità
di un campionato che forse il Napoli ti costringe a dover fare in un certo modo».
Perché il Napoli non può essere il Paris Saint-Germain, il
Real Madrid, il Barcellona, le cinque squadre inglesi, il Bayern Monaco; quindi
è chiaro che noi dobbiamo rispettare determinati budget e non possiamo andare
oltre. Poi è chiaro anche che il campionato italiano non è così
straordinario. La qualità del gioco è andata molto, ma molto, ma molto giù. Poi
ci sono le complicazioni di calcio, ci sono le complicazioni di una classe
arbitrale, ci sono le complicazioni di procuratori che vogliono sempre dire la
loro e non si sa per quale motivo il governo non ci mette un tappo e non dice
guardate care società di calcio, ma perché non fate voi da procuratori ai vari
calciatori? Poi ci si mette anche il Ministro dello Sport che combina casini
per le giovanili. Poi ci si mette anche Giorgetti, uno che c’ha sulla sua
scrivania la maglia del Southampton, quindi figuriamoci cosa gliene frega del
calcio italiano». A seguito di un simpatico siparietto con Conte, i
giornalisti e il suo telefono che non smetteva di squillare, il Presidente ha
poi proseguito parlando del futuro del Napoli e del nuovo allenatore: «Adesso intanto calma, perché noi dovevamo aspettare questo
momento. E poi ci si può sempre ripensare. Io avevo dato a Conte la mia
disponibilità ad aspettarlo. Quindi se lui domani mattina, domani pomeriggio,
mi confermerà che il dado è tratto, allora ci muoveremo e vedremo qual è la
soluzione migliore per il Calcio Napoli. Comunque, tenete presente – ha proseguito il Presidente –
che abbiamo una trentina di calciatori capaci, quindi con pochissimi nuovi
innesti la squadra sarà estremamente competitiva anche rispetto ai nostri
competitors. Poi, lei fa questo mestiere (rivolto al giornalista che gli
ha fatto la domanda, ndr), dovrebbe sapere anche che questa sera alle 20:45
scatta il gong di vedere anche gli altri cosa fanno perché a seconda di quello
che accadrà, anche gli altri si muoveranno in un certo modo, in una direzione
piuttosto che in un’altra. Quindi diciamo che a mischiare le carte siamo in parecchi e
poiché non sempre uno la fa da padrone, bisogna anche avere rispetto di una “quadrilateralità”.
Perché saranno quattro le squadre che, giocando la Champions, avranno maggiore
influenza. Mentre due faranno delle competizioni meno importanti, quindi diciamo che avranno meno afflati economicamente possibili. Saranno più spartani, più restii
ad investire molti soldi.
Noi fortunatamente, come ho detto prima, abbiamo una squadra forte,
con tanti rientri che probabilmente per un tipo di gioco con Conte, avevano dei
limiti, per un altro allenatore, con un altro tipo di gioco, potrebbero andare
benissimo».
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