A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Accettando di venire a Napoli, pensavo di accettare una
situazione dove me la sarei potuta anche godere a livello di risultato e invece
mi sono reso conto fin da subito che comunque la mia persona sposta. Sposta le
ambizioni. Sposta i parametri. Sposta le aspettative. Io sono arrivato dopo un 10º posto e si è iniziato a dire
che dovevamo vincere lo Scudetto solo perché non dovevamo giocare le coppe. Cosa
che non ho sentito dire per nessuno. C’è stata questa pressione e abbiamo vinto
lo Scudetto. Poi vinto lo Scudetto c’è la stata pressione come se avessimo dovuto
vincere la Champions League. Pensavo me la potessi godere un po’ di più anche a livello
di risultati e invece ho dovuto girare la manovella a 2000 perché in questi
casi devi sopravvivere. E per sopravvivere c’è un solo modo: vincendo. O
comunque portando la squadra ad essere ai livelli e degli altri. L’ho fatto per
due anni e questo mi ha tolto tanta energia. Lo ripeto, sono contento di quello che abbiamo fatto in
questi due anni insieme al Presidente, insieme al Direttore Sportivo, insieme a
tutte le persone che hanno lavorato, insieme ai calciatori. Penso che si sia
fatto qualcosa di veramente importante, storico come ai tempi di Maradona. L’augurio che posso fare al Napoli futuro è di ripetere bienni
come questo. Ecco l’augurio che posso fare. Ma lo faccio soprattutto per i
tifosi napoletani, perché meritano questo tipo di soddisfazione. Il giorno più bello è stato quando abbiamo vinto lo scudetto
questo è fuori dubbio. Due volte è stato bello: quando abbiamo vinto e abbiamo
festeggiato sul campo e quando poi abbiamo festeggiato con i nostri tifosi. Perché
vedere quello che hanno fatto, come ci hanno festeggiato, è stato veramente
qualcosa di incredibile. Penso nella mia carriera tra calciatore e allenatore
di aver vinto qualcosa, ma non è mai stata festeggiata in questa maniera così
incredibile. Questa è una cosa che mi porterò sempre nel cuore e per questo
motivo ribadisco che Napoli ha bisogno di compattezza dell’ambiente. Di chi
vuole bene a Napoli veramente e non di chi faccia finta per interessi personali
di voler bene a Napoli. Il momento più brutto è sicuramente Bologna. Bologna non è
stato un bel momento. Io penso che per un una persona che gestisce un gruppo,
vedere che dopo un anno di lavoro può andare tutto in frantumi in qualche mese,
non è stato bello. C’erano solo 2 strade da scegliere: o fare lo scemo e far
finta di niente, e sicuramente la nave sarebbe affondata, oppure alzare il
problema, sollevarlo, affrontarlo. Così abbiamo fatto con i ragazzi siamo poi
arrivati fino alzando la Supercoppa e arrivando al secondo posto. Penso che sia stata un’annata veramente molto complessa, e
non me l’aspettavo così complessa. Essere riusciti ad arrivare qui è motivo di
grande orgoglio per i calciatori, per l’ambiente, per tutti quanti. Non dimentichiamo che in due anni siamo arrivati davanti a Milan
e Juventus; e il primo anno siamo arrivati anche prima dell’Inter. Penso che
Napoli debba essere orgogliosa e contenta di quello che hanno fatto questi
ragazzi.
Ora vado a casa. Voglio salutare tutti. Vi ringrazio tutti. Volevamo stare col presidente a fare questa comunicazione. Ora vi ringrazio e vi lascio con il Presidente.
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