A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Dopo Bologna, quello che ho avvertito e che ho denunciato
anche a livello giornalistico è che c’erano delle situazioni che non mi
piacevano. Bisogna avere le palle per dire le cose perché io, di fare dei
campionati anonimi, onestamente, non ne ho voglia. Non l’ho mai fatto né mai lo
farò. Né mai penserò di accompagnare il famoso morto che possa essere Napoli o un’altra
squadra. Io ero pronto anche a farmi da parte, perché qualche innesto
della campagna acquisti non è entrato in sintonia col vecchio gruppo e si erano
create comunque delle dinamiche molto molto difficili. C’è stato un momento in
cui era giusto denunciare e era giusto prendersi tutte le responsabilità.
Dopodiché ho avuto la fortuna di incontrare un gruppo con cui ci siamo parlati
in modo chiaro, molto chiaro. Perché ci sono dei momenti in cui bisogna essere
veri. Bisogna essere veri e parlare a quattr’occhi. Ci siamo
parlati ci siamo chiariti. Abbiamo detto che siamo tutti sulla stessa barca,
che bisogna remare tutti insieme contro il vento forte e siamo ripartiti. Io un mese fa ho chiamato il presidente e gli ho detto tutto,
ma non ho chiesto niente. Non mi ha illustrato progetto o ridimensionamento. Io
non ho voluto sapere niente. Ho detto ad Aurelio, in virtù dell’amicizia che
abbiamo, che il mio percorso comunque qui stava per terminare. Quindi non è una
questione di ridimensionamento o cambio di programma. Non c’è stato niente. Non
ho voluto sapere niente perché non mi interessava sapere niente. Perché ormai la
decisione era stata presa da parte mia. A Napoli ho fallito in una cosa: non sono riuscito a
compattarvi. Non sono riuscito a portare compattezza a Napoli e se non si porta
compattezza nell’ambiente di Napoli, diventa difficile poi combattere contro le
altre squadre. Ho visto tanti veleni, tanta zizzania. Contro di me, contro
i miei calciatori. E io dico che quelli spargono veleno sono dei falliti. E
Napoli non ha bisogno dei falliti. Di falliti che scrivono per avere un like
sul post o per fare le trasmissioni per dire dopo “hai visto come attaccato Conte,
come attaccato la squadra”. Napoli non ha bisogno di questo. Napoli ha bisogno
di gente seria, gente seria che ha voglia di voler bene alla squadra, così come
il tifoso che paga il biglietto. Queste persone dovrebbero allontanarsi da Napoli perché sono
solamente negative e nocive. Io ho fallito da questo punto di vista e ho capito
che non ci sarei mai riuscito a compattare l’ambiente. E nel momento in cui non
compatti l’ambiente viene meno una cosa fondamentale per cercare di continuare
a lottare per grandi traguardi e contro comunque delle superpotenze come
Juventus, Milan e Inter. Ho alzato le mani perché quando mi rendo conto che le cose
non le posso cambiare, alzo le mani. Mi dispiace, ci metto la faccia su tutto e
ci ho messo la faccia su tutto in questi due anni. Resta però da parte mia la
soddisfazione l’onore il prestigio che ho avuto ad allenare Napoli. Ringrazio
il presidente de Laurentiis perché mi ha dato questa opportunità.
Ho potuto conoscere Napoli su tutti gli aspetti. L’ho vissuta
in maniera intensa, passionale, con grande cuore, come piace a me. Il tifoso Napoletano
mi ha capito e questa per me è la cosa più importante.
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