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VENERDÌ 12 APRILE 2019 - STAMPA

NAPOLI, CHE LEZIONE A LONDRA: PER FARE L'IMPRESA SERVE PIÙ CORAGGIO


Tra sette giorni al San Paolo


 
     
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A cura di: Myriam Novità
Fonte: ilmattino.it

Schiacciato per un tempo, quando è arrivato sull’orlo del baratro il Napoli ha provato ad alzare lo sguardo, ma non ha segnato. Presi due gol dall’Arsenal, tra sei giorni dovrebbe compiere un miracolo. 

Difficile darsi il coraggio per chi non ce l'ha, è una lezione dei Promessi sposi. I giocatori del Napoli, che evidentemente ne sono privi per un confronto internazionale ad alti livelli, non hanno messo in pratica la calda raccomandazione fatta da Ancelotti alla vigilia. Sotto di due gol dopo 25', partita in linea con le ultime in campionato: le prestazioni contro Empoli e Genoa preoccupanti campanelli di allarme, forse ascoltati dall'allenatore, però non sono stati posti i necessari rimedi alla vigilia della partita chiave della stagione.

In uno stato di soggezione la sua squadra che con i piccoli Mertens e Insigne avrebbe dovuto tentare di sorprendere in contropiede, con la corsa, i Gunners. Il possesso palla dei padroni di casa, dopo soli dieci minuti, era invece del 66 per cento. Napoli schiacciato, colpito prima da Ramsey (ma c'era un fallo su Rui, peraltro fuori posizione, in partenza) e poi dall'ex Samp Torreira (con la deviazione di Koulibaly e soprattutto con l'aiuto di Fabian, che aveva dimostrato la sua immaturità facendosi scippare il pallone). Ancelotti aveva anche cambiato la disposizione dei centrali a metà campo per consentire ad Allan di seguire da vicino il neo juventino Ramsey, però la linea è stata puntualmente saltata e sulle fasce non funzionavano Hysaj e Rui, bocciato in diretta da Ancelotti (ha chiesto al figlio-vice di far riscaldare Ghoulam)

Le paure del Napoli sono state eccessive e tatticamente la squadra era squilibrata, non riuscendo ad effettuare le necessarie coperture e sbagliando tutte le uscite. Il passivo, alla fine del primo tempo, sarebbe stato peggiore se Meret - uscito da un avvio da incubo: due tiri e due gol - non avesse respinto tre conclusioni dell'Arsenal, in cui peraltro non erano particolarmente pungenti Aubameyang e Lacazette. Sullo 0-2 gli uomini di Emery hanno provato a gestire il vantaggio, il Napoli ha preso qualche iniziativa ma l'unica buona palla, alla fine del primo tempo, è stata sprecata da Insigne, che a lungo ha trotterellato.

Squadra messa male in campo, al punto da subire nel solo primo tempo sei tiri nello specchio della porta: non era accaduto in nessuna delle competizioni fin qui disputate, neanche al cospetto del Liverpool, che in Premier League ha 19 punti in più dell'Arsenal. Nel primo tempo Ancelotti e il Napoli sono stati capaci di far esaltare ulteriormente le qualità dei Gunners: non hanno saputo giocare sui difetti degli avversari, cioè su quei limiti di attenzione e di rapidità della difesa. Riordinate un po' le idee negli spogliatoi, è cambiato atteggiamento nella ripresa, forse perché c'era poco da perdere, anche se il pericolo maggiore per l'Arsenal è arrivato dal colpo di testa di Koulibaly, mentre sull'altro fronte Meret alzava un muro. Per la terza partita di fila il portiere è stato il migliore in campo e ciò è la conferma degli sbandamenti che sta accusando il Napoli in queste ultime settimane. I padroni di casa hanno rallentato un po' e negli spazi si sono infilati Callejon e Zielinski, che ha fallito il gol sbagliando il tocco sotto porta su assist di Insigne, cresciuto nella ripresa.

È da qui che deve provare a ripartire il Napoli tra sei giorni, nella gara di ritorno al San Paolo che ai più anziani tifosi ricorderà quella di trent'anni fa contro la Juve: sempre quarti di finale (di Coppa Uefa), sempre 0-2 all'andata, poi il ribaltone a Fuorigrotta all'ultimo minuto dei tempi supplementari, con il gol del libero Renica, entrato nella storia. Facendo un paragone più recente, servirà un'impresa come quella che Cristiano Ronaldo e i suoi compagni hanno realizzato contro l'Atletico Madrid in Champions. Ma bisognerebbe avere la personalità e la qualità di quelle squadre. Il Napoli ritrovi il coraggio e l'attenzione - a cominciare dalla sistemazione in campo e dalla cura dei dettagli: troppi palloni banalmente sciupati - che sono mancati nel primo tempo, letteralmente consegnato all'Arsenal, che fuori casa ha tuttavia un rendimento modesto. E certe occasioni - Insigne nel primo tempo e Zielinski nella ripresa - non si possono bruciare così, perché in campo internazionale un avversario ne concede poche. A Napoli ci sarà il popolo azzurro a spingere la squadra verso l'impresa, molto complicata per una squadra che gioca a sprazzi. Peserà l'esito dell'Europa League sulla valutazione della stagione e arriverà poi il momento della - necessaria - riflessione sull'organico che Ancelotti ha a disposizione. All'Emirates il solo giocatore veramente di livello internazionale è stato il più giovane della compagnia, il 22enne Meret. E meno male che fa il portiere e non è il terzino.