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LUNEDÌ 11 NOVEMBRE 2019 - DAL WEB

NAPOLI, CRISCITIELLO CI VA GIÙ DURO: «DE LAURENTIIS, MULTALI TUTTI: DA INSIGNE AD ANCELOTTI»


«In tutto ciò, in questa società, esiste qualche dirigente?»


 
     
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A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it

Michele Criscitiello, giornalista di Sportitalia, ha dedicato ampio spazio nel suo editoriale per Tuttomercatoweb al "caso Napoli". Ecco le sue considerazioni:

«La settimana vissuta dal Napoli, molto probabilmente, non la vivono molte squadre dalla serie A alla serie D. Una pessima gestione… di tutto. Una squadra amatoriale, una società senza personalità e dirigenti succubi del Presidente che non riescono a gestire il rapporto tra squadra-staff-proprietà. Benvenuti a Napoli, dove un paio di anni fa con Sarri si sognava lo scudetto, dove la M di Mertens viene paragonata a quella di Maradona, almeno nei numeri, e dove la serie C e il fallimento sono solo un lontano ricordo grazie agli investimenti e alla oculata gestione aziendale di Aurelio De Laurentiis. Tra campionato e Champions League il Napoli si è infilato in un imbuto di “vaffa”, di calciatori (Allan) che arrivano quasi alle mani con la proprietà (figlio di De Laurentiis), di un allenatore che sarebbe dovuto essere il valore aggiunto e invece si è rivelato la più grande delusione: perché gli allenatori che hanno vinto tutto, ad una certa età, sono come gli attaccanti sui 35-36 anni che l’anno prima hanno fatto 25 gol ma, da un momento all’altro, ti lasciano a piedi la stagione successiva. Abbiamo fatto troppi giri di parole e non è questo lo spazio dove scriviamo cose inutili senza dire ciò che pensiamo. Ecco il pensiero, senza girare troppo attorno alle parole. Una società ha il diritto di spedire tutti in ritiro. La squadra deve eseguire, senza fiatare. Professionisti che si rifiutano di accettare le decisioni del Presidente dovrebbero guardare più spesso il conto in banca e, se non accettano tali decisioni, dovrebbero chiedere la rescissione del contratto. E i procuratori dove sono? Quando devono lamentarsi sono sempre in prima fila, se un calciatore non gioca o guadagna “poco”. Non fanno mai da tramite per il bene della squadra o della società. A Napoli regna il caos ma la vera colpa di De Laurentiis è quella di non aver fatto rispettare la parola del “capo”. Se decide che si deve andare in ritiro, può anche eruttare il Vesuvio, ma la squadra e lo staff vanno in ritiro. Senza fiatare. Invece ha gestito male tutta la situazione subendo l’ostruzionismo della squadra che ha fatto gruppo contro la proprietà, cavalcando le parole il giorno prima dell’allenatore in conferenza stampa. Altra nota dolente. Se Ancelotti non è d’accordo con il ritiro dia le dimissioni, oppure vada faccia a faccia con De Laurentiis e provi a farlo ragionare per il bene della squadra, ma non sfrutti una conferenza stampa per dire “non sono d’accordo ma ci andiamo”. Peggio, in comunicazione, non avrebbe potuto fare. Mancanza di rispetto nei confronti di una società che ti ha consentito di fare quello che volevi con lo staff, portando il figlio a fare il vice in serie A senza alcuna esperienza di campo. De Laurentiis inizi a multare tutti dal prossimo stipendio e quando inizieranno a vedere -100.000, -200.000 forse abbasseranno la cresta alla Hamsik. Bei tempi, Marek. Oggi c’è Insigne l’eterno incompiuto: in campo e fuori dal campo. In campo non fa la differenza, fuori non crea serenità. L’unica scelta giusta sarebbe stata la cessione ma nessuno ha fatto proposte serie. Altro motivo di riflessione sul valore del calciatore. In tutto ciò, in questa società, esiste qualche dirigente o ci sono solo calciatori, allenatori e proprietà? Ci sarebbe Giuntoli che soffre la figura di De Laurentiis e non riesce a fare da intermediario con la squadra. Troppo vicino ad Ancelotti, a volte, e poco alla Presidenza. Nel caos che si era creato, un valido Direttore Sportivo avrebbe peso di petto la situazione. Giuntoli ha giocato a nascondino. Si è nascosto talmente bene che ancora stanno gridando il suo nome ma non si trova».