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SABATO 10 OTTOBRE 2020 - INTERVISTE

KARNEZIS: «NON DIMENTICHERÒ MAI I TIFOSI DEL NAPOLI»


L'ex portiere azzurro ha rilasciato una lunga intervista ai media greci


 
     
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A cura di: Raffaele Vatiero
Fonte: NapoliCalcioNews.it

L'ex portiere azzurro Karnezis ha rilasciato una lunga intervista ai media greci, in cui ha parlato della sua esperienza in azzurro, del trasferimento al Lille e dell'ammutinamento: 

Come hai saputo del trasferimento al Lille? Sono stato informato direttamente dal Napoli, che mi disse dell'interesse per una squadra francese. Abbiamo discusso dei dettagli e mi sono reso conto che poteva essere una nuova sfida per me. Dopo pochi giorni ho ricenuto una chiamata dal direttore tecnico del Lille che mi ha spiegato il loro progetto e cosa volessero da me.

Sei stato inserito come contropartita nella trattativa per Osimhen? Non posso saperlo, perchè mi ha chiamato Giuntoli, una persona che stimo molto, e mi ha fatto una proposta precisa perchè i francesi cercavano un portiere esperto.

Cosa ti ha colpito di più nei due anni a Napoli? E' una squadra con un grande potenziale, è stato un piacere ed un onore giocare lì. La prima cosa che mi viene in mente è la passione che la gente ha per la squadra ed il fatto che trattano i calciatori come persone molto speciali, e questo non si dimentica facilmente. 

Napoli è speciale, che dicono di Maradona? Maradona ha fatto la storia del Napoli, ha fatto vincere due scudetti alla squadra, una Coppa Uefa ed in città è visto come un Dio. Molti chiamano i loro figli come lui.

Hai avuto anche momenti difficili, con i tifosi che hanno appeso striscioni contro i giocatori. Cosa hai provato in quella situazione? Tutto è iniziato a novembre, quando non riuscivamo a fare più risultato. C'era una forte insoddisfazione e quando in Italia le cose non vanno bene, le squadre si chiudono in ritiro forzato in modo da tenere la squadra concentrata. Questa decisione non piacque a noi giocatori e ci ribellammo alla decisione. Ancelotti, che all'epoca era l'allenatore, fu accusato di tutto ciò e fu messo da parte e dopo poco arrivò Gattuso. Avevamo bisogno di tempo per ribaltare ciò che avevamo fatto fino a quel momento e ci siamo riusciti con molta fatica, vincendo la Coppa Italia.

Che persona è De Laurentiis? Ha comprato la squadra anni fa, quando fallì, l'ha aggiustata finanziariamente ed è riuscito a farla rinascere. Ha portato giocatori ed allenatori importanti e qualche anno fa è andata anche vicino alla vittoria del titolo.

Come sei stato trattato in questi anni? Benissimo, soprattutto dai miei compagni di squadra e li ringrazio per questo. Scelsi Napoli perchè il preparatore dei portieri era Nista, con cui avevo già lavorato all'Udinese. All'epoca giocavo in Inghilterra, mi spiegarono il progetto, dissero che serviva un portiere esperto che però avrebbe dovuto far crescere Meret, che all'epoca era ancora agli esordi, e per questo decisi di firmare per il club. Purtroppo, però, dopo pochi allenamenti Alex si ruppe il braccio e furono costretti a prendere un altro portiere e sono stati bravi, perchè non era facile trovare un giocatore di esperienza negli ultimi giorni di mercato. Il primo anno abbiamo condiviso le partite e questo per un portiere non è facile, perchè deve capire se giocherà e se l'allenatore punta su di lui. Ha bisogno di mantenere la calma, vista l'importanza del suo ruolo:

Un episodio che non dimentichi? La gioia dei tifosi, è qualcosa di unico. Non puoi camminare per strada liberamente, tanto è il calore dei tifosi.

Uscivi con Manolas? Sì, anche se avevamo poco tempo perchè ci allenavamo sempre

Hai lavorato con Ancelotti e Gattuso, cosa dici su di loro come persone ed allenatori? Il primo ha molta esperienza, è calmo e rilassato, è sempre disponibile con ogni giocatore, soprattutto se questo ha problemi. Gattuso, invece, è un brav allenatore, è molto intelligente. Abbiamo parlato tante volte, e lo ringrazio per ciò che ha fatto per me e gli auguro il meglio nella sua carriera.

In Italia hai collezionato 119 presenze, quali sono stati i tuoi momenti miglior e peggiori con entrambe le maglie? Senza dubbio vincere la Coppa Italia con il Napoli, ed il fatto di essere stato il miglior giocatore della Serie A per due anni consecutivi. Ho l'Udinese nel cuore, una squadra molto organizzata, sempre attenta ad ogni aspetto e la famiglia Pozzo era sempre lì per noi. Sono felice di quello che ho fatto lì, soprattutto in un campionato così diffcile.
Il momento più difficile, invece, era quando dovevamo andare in ritiro con il Napoli. E' na cosa difficile da superare in Italia, perchè stati chiuso 2 settimane in albergo lontano da tutti e con la famiglia a casa.

Hai fatto dei scarifici per arrivare dove sei ora? Non avrei mai pensato di giocare a questi livelli, ho giocato in Europa, ho vinto coppe, ho giocato ai Mondiali. La strada non è stata facile, ma con la costanza e la volontà sono riuscito a fare ciò che mi piaceva. Ovviamente questo comporta anche dei sacrifici, tipo non vedre le proprie famiglie per molto tempo, passare le festività da solo, non veder nascere i propri figli.

Hai sempre voluto fare il calciatore, o da piccolo volevi fare altro? A scuola non ero bravo, il mio corpo era in classe, ma la mia testa era nel campo di calcio, pensavo solo a quello. Sicuramente ho avuto fortuna, perchè molti bambini hanno il mio sogno e non riescono a portarlo avanti. Per fare questo lavoro bisogna lavorare molto, fare una dieta ferrea, curarsi molto, ma allo stesso tempo deve sapere che una stagione può andare bene, e l'altra no, quindi deve avere anche molta forza psicologica ed essere molto concentrato sulla relatà. Questo è più difficile oggi, con tutti i social media che ci sono:

I tuoi genitori ti hanno sostenuto o volevano facessi altro? Sono stato fortunato perchè non erano pretenziosi, non si sono mai imposti su di me e sulle mie scelte. Ho lavorato tanto per giocare a calcio, ed appena ho ricevuto la prima proposta dal Corfù mi hanno sostenuto ad accettarla. 

Chi è stato il giocatore più forte con cui hai giocato e quello più difficile da affrontare? Ho avuto tanti buoni compagni, che mi hanno fatto migliorare come giocatore e come persona. Ho conosciuto il miglior gruppo del Napoli, composto da Koulibaly, Mertens, Callejon ed Insigne, ma anche Di Natale all'Udinese. invece non ho mai avuto paura dei miei avversari, ero pronto ad affrontarli quando arrivavano di fornte alla porta. 

Quali sono le parole più bele che hai ricvuto da calciatore? In realtà tante, da Nista, da Zoff. A Napoli e Udinese mi hanno detto più volte di avere un posto a disposizione per me e per me è un traguardo importante essere riconosciuto per il lavoro che ho fatto.