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LUNEDÌ 4 NOVEMBRE 2019 - STAMPA

GAZZETTA - LA RABBIA DI INSIGNE, CAPITANO DI UN NAPOLI ANONIMO


Concentrata a lamentarsi degli arbitri, la squadra sta offrendo un rendimento altalenante


 
     
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A cura di: Myriam Novità
Fonte: Gazzetta.it

Ha chiesto scusa alla sua gente e questo fa onore a Lorenzo Insigne. Un atteggiamento da capitano, quello che Aurelio De Laurentiis e Carlo Ancelotti gli chiedevano da tempo. Il ragazzo di Frattamaggiore si sta sforzando di essere sempre positivo e in questo senso l’ennesimo scontro - di Genk a inizio ottobre - con l’allenatore e il successivo chiarimento (e le scuse, anche lì) è stato utile. Sul piano del rendimento da Salisburgo alla stessa prestazione con l’Atalanta, il Napoli sembrava aver ritrovato il Lorenzinho capace dell’invenzione e della giocata che spacca la partita. In Champions ha portato tre punti importantissimi. Contro i bergamaschi non c’è riuscito per l’imprecisione dei compagni e sua stessa e in questo caso le decisioni dell’arbitro c’entrano poco.

LA NOTA STONATA — Ci sta anche che un capitano chieda un equo utilizzo della Var: è nel suo diritto ed è dovere del movimento garantirlo a tutti quelli che scendono in campo. Dove le parole di Insigne, almeno quelle dette sabato a Roma a caldo, suonano stonate è quando dice: "Non era facile giocare dopo quello che è successo mercoledì". Magari quella frase gli è scappata e non cerchiamo capri espiatori. Ma affermare questo significa vivere una cultura degli alibi che nello sport porta in un vicolo cieco. Ammesso e non concesso che il signor Giacomelli mercoledì con le sue decisioni abbia condizionato il risultato, che si fa? Ci si ferma e non si fa avanti? La rabbia sportivamente parlando deve essere tramutata in energia positiva, altrimenti è deleteria nell’ambiente. E forse la sconfitta dell’Olimpico può essere figlia di questo modo discutibile di pensare. Anche perché proprio l’episodio raccontato da Insigne su Rocchi ("mi ha detto hai fatto più errori di me!") deve far riflettere: i giocatori chiedono sempre giustificazioni ai propri errori, ma non concepiscono quello dell’arbitro. Può capitare, magari non si deve ripetere, ma il Napoli ha tutti i mezzi per risollevarsi da un campionato anonimo che quello è colpa solo del rendimento singhiozzante della squadra e non da altri.