TORNA IN HOMESOCIETA'SQUADRASTAGIONECalciomercatoSTATISTICHECONTATTI



DOMENICA 3 FEBBRAIO 2019 - STAMPA

GAZZETTA - HAMSIK, L'ADDIO DI UN GIGANTE. NELL' OLIMPO AZZURRO AL FIANCO DI MARADONA


Nemmeno Maradona ha segnato come lui: 123 reti


 
     
0


A cura di: Myriam Novità
Fonte: Gazzetta.it
Quando arrivò nell’estate del 2007, non ancora ventenne, a Napoli, la prima cosa che chiese al dirigente che andò ad accoglierlo all’aeroporto di Capodichino fu: "Voglio vedere i campi dove ci alleneremo e trovare casa lì vicino". Ecco, Marek Hamsik sin dal primo momento della sua lunga e affascinante carriera azzurra è stato sempre così: un ragazzo semplice, un professionista esemplare. E in effetti ha sempre vissuto a Pinetamare, poca distanza dal centro sportivo di Castel Volturno.
 
L'UOMO DEI RECORD — Presto partirà per la Cina, al Dalian Yifang, lasciando Napoli dopo quasi 12 anni e una carriera invidiabile. Nella storia azzurra si è preso di forza un posto importante perché nessuno, nemmeno Maradona, ha segnato come lui: 123 reti. E nessuno ha indossato questa casacca più di lui: 520 partite. E tre trofei vinti, due Coppa Italia e una Supercoppa. Non moltissimo ma nemmeno poco per un club che quando arrivò, insieme a Lavezzi, era appena tornato in A, dopo l’inferno del fallimento e della serie C.
 
NAPOLETANO VERO — Senza ostentazioni Marekiaro ha mostrato il suo forte legame con la città: qui sono nati i tre figli avuti dalla moglie Martina. Quando negli anni passati prima lui, poi la moglie (incinta) subirono traumatiche rapine, mai una parola di rabbia o di sconforto. E a chi pensava volesse lasciare Napoli la risposta fu concreta, a suon di gol. Tanto da diventare capitano della squadra.
 
ACCANTO A MARADONA — Nell’Olimpo degli azzurri più cari ai tifosi accanto a lui, Diego, un posto ce l’ha di diritto anche Hamsik. Per questo motivo oggi che la notizia della sua partenza è sulla bocca di tutti, prevale l’affetto e il rimpianto. Nessuno critica la sua scelta di finire la carriera in Cina, con un sontuoso triennale da 9 milioni di euro l’anno. Nessuno gli dà del traditore, ma prevalgono i bei ricordi. Piuttosto critiche arrivano alla società per aver consentito questa cessione senza sostituzione del capitano. Ormai si aspetta solo l’ufficialità della cessione, nessuno si illude sognando ripensamenti. Il rammarico di tanti tifosi è stato piuttosto quello di non averlo saputo prima per salutare degnamente il capitano nell’ultima gara contro la Sampdoria: erano manco ventimila sugli spalti.