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LUNEDÌ 16 APRILE 2018 - INTERVISTE

AIA, NICCHI SHOCK: "RISCHIO CALCIOPOLI. BUFFON ATTENTO A CIÒ CHE DICI"


"Figc imbarazzante, vogliono mettere le mani sugli arbitri"


 
     
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A cura di: Myriam Novità
Fonte: premiumsporthd.it

Il rischio di una nuova Calciopoli incombe sulla Serie A. A dirlo è Marcello Nicchi, presidente dell'Aia, e il suo grido d'allarme a Radio anch'io Sport è destinato a fare molto rumore: tutto nasce dal famoso 2%, l'attuale peso politico degli arbitri nel consiglio federale che rischiano di perdere in base alla nuova riforma.

"L'ultima giornata ha confermato che i nostri arbitri sono di grande valore e sono il fiore all'occhiello di una Federazione che non esiste e che è in grande difficoltà. La situazione interna è drammatica. Non ci si rende conto dei pericoli per la classe arbitrale. Le cose si aggravano. Ci si preoccupa del nostro 2% per le elezioni in sede di Federazione e non dei problemi da risolvere, è una cosa incredibile e imbarazzante".

"Le minacce a Oliver? Nello sport si deve parlare di sport. Mi preoccupo di migliorare il livello degli arbitri italiani, ciò che accade all'estero non ci compete. La cosa drammatica è che noi siamo il fiore all'occhiello di una Federazione piena di problemi e si cerca di andare a toccare la nostra autonomia. La decisione del Coni va a toccare un diritto che abbiamo acquisito. È contraria allo statuto del Coni e della FIGC".

"Sciopero? La cosa che sto facendo è cercare di evitarlo. Però se un giorno qualcuno arriverà al campo senza arbitri non dovrà rimanere sorpreso perché le sezioni non ce la fanno più. In Spagna, in Germania e in Inghilterra, gli arbitri fanno parte delle elezioni. Fa impressione che il Coni voglia andare contro questo diritto per darlo ai professionisti".

"Perché oggi viene fuori questa storia? Perché vogliono indebolire il peso politico degli arbitri. Vogliono aprire nuovamente scenari nefasti, che potrebbe dare l'inizio a una nuova Calciopoli. Il 2% che abbiamo inorgoglisce il nostro movimento e non influisce nelle decisioni globali. Non ci si preoccupa minimamente del problema dei rimborsi dei volontari. E' un'organizzazione che non funziona. Un ragazzo non può avere il rimborso dopo 7 mesi, perché sono soldi che anticipano i genitori. La violenza? Un ragazzo di 18 anni è stato picchiato da uno di 32 e nessuno dice una parola. Noi non vogliamo scioperare ma ci costringeranno perché i genitori non manderanno più i ragazzi ad arbitrare. 100 arbitri picchiati in un anno e qui ci si preoccupa del nostro 2% in sede di elezioni".

"Una nuova Calciopoli? C'è qualcuno che vuole mettere le mani sugli arbitri. Il nostro 2% a chi gioverebbe? Solo alla Serie A. Mettere le mani sugli arbitri significherebbe che ognuno direbbe la sua senza fare i conti con noi, che adesso siamo autonomi. Oggi gli arbitri sono garanzia per tutti, contrariamente a quanto successo in passato. L'arbitro deve votare perché è un principio democratico".

"Proteste della Juve a Madrid? Io devo essere rispettoso degli altri. La devono gestire gli organismi internazionali. Non mi permetto di dare giudizi sull'operato tecnico. Buffon è un grandissimo campione che si avvia a una grande carriera dirigenziale e quando siamo a certi livelli bisogna stare attenti a ciò che si dice, perché ci ascoltano i bambini e i ragazzi. Io avrei difeso l'arbitro fosse successo in Italia. Non può essere minacciato. Ci sono poi gli organismi preposti che devono giudicare i comportamenti di tutti gli atleti in campo. Se ci fosse un arbitro che dà fuori di testa all'improvviso, andrebbe sotto all'esame dell'AIA ma anche dell'organizzazione della Procura Federale".

"Agnelli non si ricorda dell'episodio di Muntari? Se all'epoca di Muntari ci fosse stato il Var, quell'errore non ci sarebbe stato. In Italia ci sono i migliori arbitri al mondo e siamo stati i primi a usare la tecnologia. Tutti gli altri ci stanno seguendo e non c'è nessuno che vuole l'interruzione dell'utilizzo del Var. I giocatori sono sereni, gli arbitri uguali e il pubblico accetta, anche con divertimento, la scelta finale. E' uno strumento che fa giustizia. Se avrei mandato un 33enne ad arbitrare Real Madrid-Juventus? Probabilmente sì se ci sono i segnali da una persona che dà grande affidamento. Chi fa il designatore segue l'arbitro giorno dopo giorno e per ognuno arriva il momento di fare un passo in avanti, come capita esattamente per i calciatori. Collina avrà fatto le proprie valutazioni ritenendo il ragazzo all'altezza. Lo sa lui se ha fatto bene o meno".